Il presidio
Scadono i contratti a tempo: «Mancano 80 infermieri»
Ordine professionale, Nursing Up e Uil temono gli effetti delle riduzioni di organico. L’Asl: «Le ferie sono ormai al termine e il fabbisogno assistenziale diminuirà»
Tra quota 100, mancate assunzioni e organici per far fronte ai nuovi modelli, in Toscana si stima una carenza di oltre quattromila infermieri: circa 250 nell’Asl Toscana sud est di cui 70-80 negli ospedali grossetani. Dopo il presidente dell’ordine degli infermieri Nicola Draoli anche i sindacati Uil e Nursing Up e poi il centrodestra grossetano hanno attaccato negli ultimi giorni l’azienda sanitaria per il ventilato “taglio” di una elevata percentuale di infermieri dal 1° settembre.
La risposta della direzione aziendale non si è fatta attendere: non si parla però di numeri, bensì si ribadiscono alcuni concetti già noti che innescheranno ulteriore dissenso da parte dei sindacalisti, degli infermieri stessi e di una parte del mondo politico.
«Parlare di tagli – scrive la direzione dell’Asl Toscana sud est – è improprio. Alcuni mancati rinnovi sono fisiologici, mentre altri contratti interinali saranno sostituiti con quelli a tempo indeterminato. Le stabilizzazioni dalle graduatorie procedono spedite con l’ingresso in servizio di circa 30 operatori proprio in questi giorni e confermano la volontà di ridurre il precariato trasformandolo in posti di lavoro per sempre. Lo stesso fenomeno vale per le ostetriche. Il flusso di assunzioni e rinnovi non si è mai interrotto. Inoltre il periodo di ferie estive – continua l’Asl – sta terminando e, quindi, si riduce progressivamente il fabbisogno del personale assistenziale reclutato nei mesi estivi per garantire il diritto a fruire delle ferie da parte di tutti i dipendenti». «A settembre – conclude l’azienda – saranno in servizio 105 unità di personale assistenziale in più rispetto a settembre 2018».
Si tratta di parole che non convincono né Uil, né Nursing Up, che rimarcano «la necessità imperativa di confermare tutto il personale interinale (sia infermieristico che Oss) nei mesi autunnali, per completare le ferie programmate senza portare ulteriori disagi nell’area medica, nell’area chirurgica e nell’emergenza-urgenza». Tra le righe dei comunicati ufficiali si legge la frustrazione del personale sanitario e si palesa un conseguente aumento del «rischio clinico».
I sindacati insistono anche sul rapporto obbligatorio per legge di un infermiere ogni due pazienti in rianimazione, che al Misericordia verrebbe messo in dubbio.
Durissimo è in particolare il Nursing Up, sigla che da tempo denuncia le difficoltà in cui si trovano a lavorare i dipendenti della Asl Toscana Sud-Est, e in particolare i grossetani, «che dalla nascita della nuova azienda hanno assistito a un progressivo impoverimento dei servizi e degli organici”». Valentina Galesi, leader del Nursing up Grosseto, è arrabbiata: «Era da marzo – sottolinea – che avevamo segnalato una carenza di organico nell’ordine dei 230 operatori. Senza contare il fatto che un terzo del personale in servizio non è operativo al cento per cento».
La risposta della direzione aziendale conferma nei fatti la contrazione degli infermieri e degli Oss assunti a incarico (cioè interinali), persone non vedranno rinnovato il proprio rapporto di lavoro. Gli infermieri interinali erano circa 150 nell’Asl Sud-Est, una sessantina in provincia di Grosseto. –
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