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Divieto di plastica usa e getta e niente ordinanza: è polemica

Francesca Ferri
Divieto di plastica usa e getta e niente ordinanza: è polemica

Pd e Lista Mascagni accusano il Comune di Grosseto di non aver emanato l’atto L’assessora all’ambiente: «Testo pronto, ma prima serve educare i destinatari»

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È l’imperativo dell’estate, la sfida per l’ambiente che quest’anno vede la Regione Toscana anticipare i tempi anche rispetto alla normativa europea. Eppure anche l’abolizione della plastica usa e getta da locali pubblici e pic-nic privati, diventa terreno di scontro politico.

la polemica

I consiglieri comunali di Pd e Lista Mascagni Lorenzo Mascagni (Pd), Carlo De Martis (Lista Mascagni sindaco), Manuele Bartalucci (Pd), Marilena Del Santo (Lista Mascagni sindaco), Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Pd), bacchettano il Comune di Grosseto per non aver ancora emanato un’ordinanza per imporre agli esercenti lo stop all’uso di stoviglie, cannucce, tovagliette usa e getta di plastica. Ordinanze emanate da diversi comuni toscani e maremmani di ogni colore politico come Castiglione della Pescaia (centrosinistra) già un anno fa e Orbetello (centrodestra) quest’anno.

Il Comune di Grosseto è, per Pd e Lista Mascagni, il «grande assente». «L’emergenza ambientale causata dai rifiuti plastici è ormai nota, così come è nota la circostanza che una gran parte di essi finisce nei nostri mari, alterandone l’ecosistema – dicono i consiglieri di centrosinistra –. Si calcola che nel Mare Nostrum la plastica costituisce il 95% dei rifiuti presenti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge, con evidenti danni alla fauna e flora selvatica». Oltre i Comuni già dotatisi di un’ordinanza, Pd e Lista Mascagni citano le buone messe in atto da aziende e privati, come il Porto della Maremma, che ha promosso a giugno il convegno “-plastica,+ mare”, il Conad Grosseto, che ha regalato stoviglie bio agli stabilimenti balneari, e Unicoop Tirreno che ha eliminato stoviglie di plastica dal supermercato di Castiglione.

«Stupisce pertanto – concludono Pd e Lista Mascagni – che un Comune importante come il nostro non abbia ancora emanato, tra i pochi, alcun atto per dare esecuzione alla legge regionale e rendere così le proprie spiagge plastic free. Perché attendere la prossima estate, lasciando intendere che questa non sia una battaglia da affrontare con la massima urgenza?».

la replica

«Emanare un’ordinanza di questo tipo per mettere divieti e multe, senza farla precedere da un lavoro di informazione, formazione e concertazione con i soggetti coinvolti non ha alcun senso», replica l’assessora comunale all’ambiente Simona Petrucci. L’ordinanza, spiega la titolare dell’ambiente, «è pronta già da fine luglio, preparata di concerto con le associazioni di categoria dopo diversi incontri, non ha ricevuto osservazioni dalle associazioni di categoria, vale per gli stabilimenti balneari e per tutti gli esercizi pubblici e la emaneremo a inizio settembre. Entrerà in vigore il 3 luglio 2020, con un anno di anticipo rispetto alla direttiva Ue».

La tempistica, rispetto ad altri comuni, è stata dettata principalmente da due circostanze. «Molte ordinanze sul plastic free emanate in tutta Italia sono state impugnate – spiega Petrucci – poiché ad oggi non esiste una legge nazionale che recepisca la direttiva europea e che le Regioni possano far propria con un regolamento d’attuazione che, a loro volta, i Comuni recepiscono con propri regolamenti. Nel caso della Toscana abbiamo solo questa iniziativa della Regione Toscana (un protocollo d’intesa con Anci e associazioni balneari per minimizzare la plastica monouso negli stabilimenti). Ci sono quindi dei buchi normativi che rendono le ordinanze attaccabili.

In secondo luogo, la questione della preparazione. Eliminare la plastica usa e getta significa, per gli esercenti pubblici, affrontare grosse spese – piatti e bicchieri bio costano di più di quelli in plasica e ci sono poi le scorte da smaltire – e cambiare radicalmente abitudini loro (ad esempio nel conferire i rifiuti) e da parte dei loro clienti. «È una rivoluzione culturale e c’è bisogno di educare le persone a questo cambiamento – spiega ancora Petrucci –. È facile dire “plastic free”; difficile è far capire cosa significa e come si applica. Per questo quest’estate abbiamo fatto molti incontri formativi negli stabilimenti, cosa che gli altri comuni non hanno fatto. Inoltre quest’estate ci è servita per monitorare il comportamento di quei bagni che hanno adottato queste nuove pratiche. È una partita che va fatta insieme». —



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