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Scalinata abusiva, condannato a un mese
porto santo stefano. L’avvocato difensore, Maurizio Infetti e il sostituto procuratore, nell’ultima udienza del processo che vedeva un uomo di 65 anni di Monte Argentario, Enzo Alocci, imputato per abuso edilizio, avevano chiesto l’assoluzione. Ma il giudice Adolfo Di Zenzo ha condannato l’uomo. La pena è lieve, almeno sotto il profilo della libertà personale: un mese di arresto con la sospensione condizionale e la non menzione della condanna, ma salata dal punto di vista economico. Il sessantacinquenne dovrà infatti pagare una multa di 16mila euro oltre alle spese processuali, per aver realizzato una scala senza aver avuto né i permessi a costruire e nemmeno la necessaria autorizzazione paesaggistica. L’uomo aveva poi proceduto, una volta ricevuta la denuncia, al ripristino dello stato dei luoghi e la scalinata che si trovava nella sua abitazione era stata quindi tolta.
Quando gli uomini della polizia municipale erano andati a controllare, avevano trovato la scalinata, ancora allo stato grezzo, edificata per collegare la casa dell’uomo alla strada principale. Non c’era però alcuna autorizzazione e l’uomo era stato denunciato. Un testimone poi ha spiegato in aula che a realizzare quel manufatto era stato proprio il sessantacinquenne. Il vicino gli aveva chiesto conto di quella scala ma il proprietario dell’abitazione dove già 2015 erano in corso i lavoro, lo aveva “aggredito verbalmente”. Il sostituto procuratore, visto che il reato paesaggistico era già estinto, aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo anche per quello di abuso edilizio, proprio per la particolare tenuità del fatto. La scala costituita da quattro rampe era stata tolta dall’uomo che l’aveva costruita. — F.G.
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