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Centinaia di palloncini per salutare Ale «Nessun sorriso può andare perduto»
Folla commossa al funerale del bambino morto a 8 anni Il sindaco parla dall’altare: «Un dolore che non si spiega»
Erano tanti i bambini che ieri pomeriggio hanno affollato la chiesa di San Leopoldo per dare l’ultimo saluto ad Alessandro Liberti, 8 anni, «l’anima gentile»come lo hanno definito le maestre, vittima di un tragico incidente domestico. Tanti sono entrati in chiesa, alcuni con un fiore bianco in mano, e hanno assistito in silenzio alla funzione. Un silenzio quasi impossibile da immaginare per così tanti bambini.
Alcuni però non ce l’hanno fatta a reggere la tensione e sono usciti dalla chiesa prima ancora che iniziasse la messa: troppo piccoli per confrontarsi con la morte di un coetaneo. Il dolore è arrivato all’improvviso e ha lasciato tutti spaesati.
Alessandro, morto lo scorso 14 agosto dopo una settimana trascorsa in rianimazione al Meyer di Firenze, è stato vittima di un incidente impensabile e drammatico: stava cercando dei giochi all’interno del suo letto a cassettone quando la struttura ha ceduto e gli è crollata in testa lasciandolo a terra senza respiro.
La bara bianca è arrivata nella chiesa di San Leopoldo nella tarda mattina, ad accoglierla uno stuolo di fiori candidi e uno schermo appoggiato sull’altare, dove per l’intera giornata sono scorse fotografie di momenti felici. Tutto intorno, legati con dei nastri, tanti palloncini bianchi, «proprio quelli che piacevano ad Alessandro», ha detto don Salvatore Gallo. La mamma del bambino, Arianna Mazzini, il babbo Salvatore Liberti e il compagno di lei, Andrea Lari, insieme a tutta la famiglia hanno accolto la folla che ieri si è stretta intorno a loro nel caldo pomeriggio di agosto. Per l’intera giornata le persone hanno camminato avanti e indietro nell’assolata piazza di fronte alla chiesa per andare a portare una parola di sostegno o un abbraccio. La chiesa di San Leopoldo non è però riuscita a contenere tutti: erano talmente tante le persone arrivate per dare l’ultimo saluto ad Alessandro che in molti hanno atteso la fine della funzione fuori.
Tanti i compagni di classe e gli amici dell’hockey che ieri pomeriggio hanno indossato la maglia della squadra. Il sindaco Andrea Benini e il vicesindaco Andrea Pecorini sono stati tra i primi ad arrivare in chiesa, con loro anche il gonfalone della città di Follonica: «Abbiamo voluto essere qui oggi con il gonfalone della città per esprimere anche in modo ufficiale la vicinanza della città attorno ai genitori e ai nonni e a tutta la famiglia – ha detto il sindaco, commosso – Sono stati giorni difficilissimi di un dolore che non trova spiegazione e non trova parole e forse non è giusto cercarle ora. Ora c’è solo l’affetto, il grande immenso affetto che le persone hanno dimostrato in questi giorni in modo discreto e commosso. Un silenzio carico di emozione e di lacrime». Il sindaco ha voluto sottolineare come tutta la comunità follonichese ieri pomeriggio fosse lì, stretta vicino alla famiglia del bambino: la scuola e i compagni di Alessandro e della sorellina insieme agli amici dell’Hockey. «Alessandro ci lascia tutto quello che era – ha continuato Benini – un bambino vivace, solare, gioioso con le sue meravigliose domande, la sua curiosità e la sua immaginazione. Nel dolore che ci rende oggi increduli e spaesati siamo consapevoli che nella vita nulla va perduto: nessun frammento di bontà, nessun sorriso, nessun sacrifico, nessuna lacrima. Nulla». Prima di accompagnare la bara al cimitero comunale la famiglia di Alessandro ha liberato i palloncini bianchi in aria in un gesto liberatorio che ha unito ancora di più i presenti che hanno accompagnato il momento con un lungo e commosso applauso. —
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