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Il fosso del Chiarone è tornato balneabile
CAPALBIO. Torna idonea alla balneazione l’acqua della foce del Chiarone. Dai prelievi che l’Arpat aveva effettuato il 13 agosto era emersa un’alta concentrazione di batteri escherichia coli. Questo aveva portato l’agenzia a dichiarare le acque della zona della foce del Chiarone, fosso che divide il Lazio dalla Toscana, «non idonee alla balneazione». Il 16 Arpat ha effettuato nuovi prelievi che hanno dato esito favorevole. Le nuove analisi hanno dato il via libera alla balneazione. In realtà in quella zona, nei giorni successivi ai risultati non erano comparsi cartelli e nessuno degli stabilimenti vicini aveva avuto comunicazione dell’inidoneità alla balneazione. Il problema del fosso del Chiarone rimane legato al depuratore della frazione che scarica pronel torrente. Una situazione denunciata dal Wwf locale che auspica presto una soluzione a questa vicenda. In questi giorni in cui non piove però e il fosso ha poca acqua, in molti si sono chiesti come fosse possibile che fosse stato ritrovato il batterio. — I.A.
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