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Affitti in nero, controlli in corso in 5 mesi scoperti decine di casi
Accertamenti sulle case private partiti lo scorso marzo Indagini a campione sull’Imu Il Comune: «Concorrenza sleale verso strutture qualificate»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Decine di casi di affitti in nero sono stati scoperti in questi mesi a Castiglione della Pescaia, grazie a una fitta attività di controlli avviati dagli uffici Tributi e della polizia municipale del Comune castiglionese. Le indagini sono partite da marzo e sono tuttora in corso, indagando tra le altre cose a campione gli elenchi Imu sulle seconde case. Uno spaccato di “sommerso” che rappresenta una piaga anche nel resto d’Italia.
«Dallo scorso primo marzo – dice Giancarlo Farnetani - sindaco di Castiglione della Pescaia – per quanto riguarda gli affitti turistici in Toscana, la legge regionale fissa gli obblighi con cui i titolari delle strutture non alberghiere devono comunicare i dati degli ospiti al Comune, questa imposizione è scattata anche per affitti brevi, in abitazioni prenotate sul web, tramite agenzia o direttamente al privato. Questa procedura – prosegue Farnetani – permette al Comune di avere un quadro delle locazioni turistiche per fini statistici, ma anche di poter calibrare servizi e promozione dell’accoglienza».
«Fra le possibilità di scelta della vacanza ideale – spiega ancora il primo cittadino di Castiglione della Pescaia – c’è pure quella degli affitti turistici, ma se il locatore non esegue correttamente quanto gli compete, nasce un serio problema. Sta crescendo – dice Farnetani - il numero di turisti che si orientano a prenotare direttamente sul territorio, affittando un appartamento e lo fanno prendendo contatto con i proprietari. I cambiamenti continui del mercato turistico – conclude Farnetani - devono tener conto anche degli affitti brevi che possono costituire un grande vantaggio per la crescita economica del nostro territorio, un’opportunità che questa amministrazione vuole cogliere. Analizzando i primi dati che abbiamo, aggiornati a metà agosto, prendiamo atto che da marzo sono 980 le comunicazioni depositate al protocollo del Comune, che corrispondono a 2.055 camere per complessivi 4.739 posti letti disponibili per chi sceglie di soggiornare nelle abitazioni».
«L’intreccio delle informazioni presenti all’interno delle banche dati – dice Walter Massetti, assessore alle Finanze della cittadina balneare - ha prodotto un lavoro soddisfacente, del quale devo ringraziare il personale dell’Ufficio Tributi e quello del comando di Polizia Municipale: ognuno di questi settori per le proprie competenze ha eseguito vari controlli e indagini anche su abitazioni sospette. Siamo davanti a un fenomeno che spesso è sottovalutato – termina Massetti - ma si tratta di un serio problema. Stiamo parlando di concorrenza sleale nei confronti delle strutture qualificate che fanno turismo di qualità, che danno posti di lavoro e se questo malcostume non viene debellato arrivano conseguenze inevitabili come la riduzione delle assunzioni». —
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