Il presidio
Vacanza choc «Grazie a chi mi ha salvata»
Sabrina Gaglianone, presidente dell’associazione De Gouges, affida a una lettera il ricordo di quel drammatico 14 luglio e la gratitudine ai soccorritori
grosseto. «Il 14 luglio rimarrà per me una data indimenticabile, non tanto per la presa della Bastiglia, ma per l’incidente di cui sono stata vittima mentre mi trovavo in barca nel mare splendido dell’Isola d’Elba». Affida a una lettera il suo drammatico ricordo di una vacanza che poteva finire in tragedia Sabrina Gaglianone, presidente di Olympia De Gouges che racconta di aver avuto «lo schiacciamento del torace e dell’addome, e, dopo essere di nuovo riuscita, con difficoltà, a respirare, il dolore su tutta la parte destra era molto forte e mi faceva pensare che qualcosa di grave mi fosse successo. Sono venuti a soccorrermi in mare il soccorso marittimo di Porto Azzurro con un medico a bordo e la Guardia di finanza che mi hanno portato a terra sulla spiaggetta di Punta Calamita. Da qui un’ambulanza mi ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Porto Ferraio (che a nessuno venga mai in mente di eliminarlo! ) dove mi sono stati prontamente fatti esami del sangue, radiografie, ecografia e tac con contrasto che ha evidenziato una importante lacerazione al fegato. È stato subito predisposto il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Cisanello dove sono stata ricoverata prima in terapia intensiva, poi al centro trapianti di fegato e in medicina d’urgenza. Dopo qualche giorno di osservazione sono stata sottoposta ad un intervento di embolizzazione nel reparto di radiologia Interventista e tenuta qualche giorno a completo riposo». Dopo 11 giorni di degenza, prosegue lei, «sono stata dimessa e da allora sono a casa tra letto e poltrona. Ho avuto tutto il tempo per metabolizzare quanto mi è successo, e, a parte il trauma di vedere trasformata in un attimo una piccola vacanza tra amiche in una tragedia, porto con me altre cose: la professionalità, il garbo e l’umanità di chi mi ha soccorso in mare, le stesse caratteristiche le ho trovate al porto soccorso di Porto Ferraio, durante il viaggio con Pegaso e nei vari reparti dell’ospedale di Cisanello dove medici, personale infermieristico e Os formano una squadra armonica attenta ai bisogni del paziente, anche sul lato psicologico. Sono stata sempre informata puntualmente su quello che mi stava succedendo, anche nei momenti più drammatici, ma mi sono sempre sentita sicura di essere nel posto giusto, seguita e curata. Il servizio di emergenza-urgenza del nostro territorio è qualcosa di eccezionale, per rapidità di intervento, efficacia e professionalità degli operatori, e il nostro sistema ospedaliero, di cui spesso si parla o si scrive per lamentarne le mancanze, qualcosa che funziona. Ho sentito dunque il bisogno di ringraziare pubblicamente tutti coloro che mi sono stati vicini in questa avventura, perché forse, se mi fossi trovata in altri mari italiani, non sarei qui a raccontare la mia storia. Grazie a tutti, sarete sempre nel mio cuore». —
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