Il presidio
L’ex Caserma Barbetti nell’elenco dei beni da mettere in vendita
Potrebbe tramontare la destinazione a nuovo carcere dopo le trattative avviate con il Comune qualche mese fa
GROSSETO. Nella Gazzetta ufficiale del 12 agosto, nell’elenco degli immobili individuati dal governo Conte per le finalità della legge di bilancio 2019, c’è anche una struttura che si trova in città, fino a oggi di proprietà del Ministero della Difesa.
Si tratta della Caserma Barbetti, che il Governo ha inserito nell’elenco e, in linea con questa scelta, anche nel portale “Invest in Italy – Real Estate” , dedicato alla presentazione di offerte di investimento in immobili pubblici, destinate a operatori italiani ed esteri e creato con il decreto “Sblocca Italia”, per favorire le opportunità di investimento. Il comprensorio della “Caserma Barbetti” , su cui sono presenti 28 fabbricati di diversa dimensione, alcuni inagibili, per una superficie complessiva di 22 mila metri quadrati coperti, è ubicato sulla Senese, in una zona semicentrale.
La struttura, oggi utilizzata parzialmente, dovrà essere riqualificata e sono in corso da tempo riunioni con l’Amministrazione comunale di Grosseto per definire la strategia di valorizzazione dell’area. La riqualificazione del compendio, con la demolizione dei manufatti esistenti e l’edificazione di nuovi insediamenti urbani, potrebbe rappresentare una grande opportunità di sviluppo della zona, a due passi dall’ospedale di Grosseto.
Però, dopo aver intavolato le trattative con il Comune di Grosseto, pare che il Governo abbia preso un’altra strada: quella di cercare un investitore privato, anche all’estero. Nel portale “Invest in Italy – Real Estate” non si parla, però, di cifre. Nei mesi scorsi era stato il sindacato autonomo della polizia penitenziaria a dare conto di un sopralluogo tecnico nell’area dell’ex Caserma Barbetti. Ora potrebbe definitivamente tramontare l’idea che possa sorgere qui il nuovo carcere cittadino.
«Gli immobili di proprietà dello Stato, in carico al Ministero della difesa, con un uso diverso dall’abitativo, non più necessari alle finalità istituzionali – si legge nel decreto firmato dal ministro Trenta – sono ricompresi nel programma di dismissioni immobiliari e individuati in un dettagliato elenco. Questi perdono la qualifica di beni appartenenti al demanio pubblico e sono classificati da ora in avanti immobili appartenenti al patrimonio disponibile dello Stato».
Il decreto è stato già trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di una settimana fa. Se non ci saranno contrordini, lì il nuovo carcere non potrà essere realizzato. —
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