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Grosseto

acquisto di immobili flop 

Emergenza abitativa Il Comune cerca case ma il bando va deserto

Enrico Pizzi
Emergenza abitativa Il Comune cerca case ma il bando va deserto

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Chi possiede appartamenti, seppure sfitti, se li tiene, probabilmente in attesa di tempi migliori e di una ripresa del mercato immobiliare. È andato deserto, infatti, il bando attraverso il quale il Comune di Grosseto aveva cercato appartamenti da acquistare e destinare all’emergenza abitativa. Il bando scadeva il 29 luglio scorso ed era collegato con una misura della Regione Toscana che aveva messo a disposizione 15 milioni di euro con cui finanziare proprio l’acquisto di immobili da destinare all’edilizia residenziale pubblica.

Il Comune di Grosseto aveva aderito all’iniziativa e aveva pubblicato il bando, ma, alla scadenza, sui tavoli dell’ufficio Patrimonio non sono arrivate proposte di acquisto. La crisi del mercato immobiliare e la mole di appartamenti sfitti o invenduti presenti in città non ha spinto nessuno dei proprietari a vendere. C’è da dire che le condizioni poste dal bando creavano un percorso a ostacoli non facile da superare. Già le condizioni fissate dalla Regione erano particolarmente restrittive, dal momento che i Comuni non avrebbero potuto acquistare qualsiasi tipo di appartamento. Non erano ammesse, infatti, offerte di acquisto di singoli alloggi sparsi per vari condomini, ma gli alloggi offerti in vendita avrebbero dovuto corrispondere a un intero fabbricato o a una porzione di fabbricato costituita da almeno quattro alloggi, e avrebbero dovuto essere gestiti autonomamente, senza avere a che fare con un condominio. Poi avrebbero potuto essere di nuova costruzione o integralmente recuperati, ma comunque liberi da persone, e in possesso di agibilità o, se in corso di ultimazione, con la garanzia di avere l’agibilità entro i sei mesi dalla selezione. Inoltre il Comune aveva inserito un ulteriore criterio – preferenziale in questo caso – che era quello della localizzazione degli immobili nel centro storico, inteso come il “tessuto antico” individuato dal regolamento urbanistico, dunque non solo dentro alle Mura medicee. Criteri particolarmente restrittivi, con il risultato che non sarà possibile approfittare delle risorse della Regione e per l’emergenza abitativa dovranno essere cercate altre risposte. —

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