Italia
«Deve essere la Regione a fare le verifiche sanitarie»
L’avvocato Fazzi, per i promotori della class action, contesta Firenze sulla Vis «Disattesi gli ordini arrivati da Tar e Consiglio di Stato, pronti alla denuncia»
SCARLINO. Tre diverse sentenze hanno tracciato una rotta precisa, ma secondo i promotori della class action la Regione Toscana continua a non volerla seguire. È la rotta per la Valutazione di incidenza sanitaria (Vis) sull’inceneritore di Scarlino, intesa come l’insieme di analisi e dati che sanciscono l’impatto dell’industria sulla salute della popolazione residente. Studio che le sentenze, carte alla mano, hanno messo in capo alla Regione, secondo l’avvocato a capo dell’azione legale Roberto Fazzi, ma che Firenze continua a commissionare alla società a capo dell’impianto.
«Una mancata adesione della Regione alle decisioni dei giudici – dice Fazzi – potrebbe configurarsi come abuso di ufficio o inosservanza dei provvedimenti dell’autorità». L’intervento dell’avvocato alla guida della class action, che richiama un centinaio di adesioni tra pubblici e privati, nata dopo uno sforamento accertato nelle emissioni diossina dall’impianto nel 2013, mira dritto alla discussione in corso nella conferenza dei servizi, convocata per valutare un nuovo iter autorizzatorio per Scarlino Energia dopo che il Consiglio di Stato si è pronunciato circa gravi carenze impiantistiche. Un iter che, ribadiscono gli oppositori dell’inceneritore, deve tener conto delle varie sentenze che si sono susseguite negli anni. E tra i vari elementi che collegano i vari pronunciamenti dei tribunali amministrativi c’è appunto la Vis.
Sia nel 2015 che nel 2017, il Tar Toscana ha imposto «un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area interessata ad esclusiva cura degli organi pubblici», stabilendo che fosse la Regione a «integrare il procedimento con uno studio maggiormente approfondito sotto il profilo sanitario». Così recitano testualmente i passaggi dei dispositivi messi in evidenza da Fazzi.
Infine, nei mesi scorsi, il Consiglio di Stato ha chiarito che «l’iter istruttorio non può basarsi su atti di indagine svolti da privati, ma deve anzi tendere alla maggiore implementazione possibile dell’attività amministrativa». Insomma, le sentenze spingono la Regione, e non Scarlino Energia, a svolgere tutte le verifiche in materia sanitaria, sostiene Fazzi. Ma al contrario, nell’ultima seduta della conferenza dei servizi questo compito è stato conferito ancora una volta all’azienda.
«Gli attori della class action, preso atto della decisione della Regione Toscana di sottrarsi all’obbligo di effettuare la Vis – conclude Fazzi – in aperto contrasto e disobbedienza a quanto espressamente ordinato dal Tar e dal Consiglio di Stato, procederanno a denunciare tale decisione alla Procura della Repubblica». —
Alfredo Faetti
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