Il Tirreno

Grosseto

Legalizzare il consumo di droghe per distruggere il mercato

Massimiliano Frascino

In Maremma l’eroina torna prepotentemente protagonista: l’età media di chi muore è 39 anni, la prima volta si sperimenta anche a 14 

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l’OPINIONE

Puntuale come il rintocco di un campana, la realtà si è presa la propria macabra rivincita sulla narrazione propagandistica. E così all’apice della crociata contro il consumo di marijuana, che contro ogni logica criminalizza anche la cannabis terapeutica, il mondo dei vivi ci ha messo di fronte a un omicidio e a un tentato omicidio nelle campagne di Filare di Gavorrano. Maturati negli ambienti dello spaccio di eroina.

Ancora non sono chiari dinamica e movente dell’assassinio, ma si tratta di un dettaglio che riguarda la responsabilità penale dell’omicida. Il dato sociologico è un altro. L’eroina è tornata prepotentemente protagonista nel variegato mondo delle sostanze stupefacenti. E la provincia di Grosseto sta nel concone. Anzi, c’è sempre stata. Per chi abbocca alla favola dell’isola felice, è consigliabile un bagno di realismo attraverso le belle pagine del libro «Piccola città. Una storia comune d’eroina» (Laterza 2018), della grossetana Vanessa Roghi.

C’è sempre stata la Maremma nel circuito degli stupefacenti. Sin dai primi anni ’70. Nel tempo sono cambiati gli stili di consumo, le stesse sostanze, ma l’eroina non ha mai abbandonato il campo. Anche quando la cocaina è diventata uno status symbol, anche quando la marijuana col ministro Salvini è assurta a (comodo) nemico pubblico numero uno.

La statistica è come sempre brutale: quest’anno, ad oggi, secondo il sito internet www.geoverdose della “Società italiana tossicodipendenze” che geolocalizza le morti causate da stupefacenti, in Italia i decessi sono 145. Di questi 95 sono dovuti a overdose da eroina. 27 a cause non determinate, ma probabilmente a suoi sottoprodotti. Il resto a speedball (5), cocaina (6), metadone, inalanti, anfetamine, cocktail di farmaci e droga o alcool.

L’età media di chi muore di overdose è 39 anni. Gli uomini sono 116, le donne 29. Gli italiani sono 106, gli stranieri 25 (14 non sono stati identificati). Negli ultimi due anni il consumo d’eroina è aumentato esponenzialmente, e così i sequestri.

A favorire il ritorno di fiamma, secondo gli esperti, più fattori. L’assimilazione ideologica e fuorviante tra “droghe leggere” e “droghe pesanti”, che ha abbassato la percezione della pericolosità dell’eroina soprattutto fra i più giovani. Con un’età del primo approccio alla sostanza abbassatasi a 14 anni. L’abbattimento drastico dei costi, con gli “shottini” che si trovano anche a 3/5 euro. Il recupero di reputazione delle droghe d’evasione dalla realtà, a discapito di quelle performanti come la coca.

È successo a Filare di Gavorrano, ma poteva succedere in un parco qualunque della provincia. Secondo il cliché del consumo a cielo aperto in aree boscate. Come il famigerato bosco di Rogoredo (Mi), piazza dello spaccio per antonomasia. In una provincia con 5,8 milioni di presenze turistiche, infatti, le occasioni di spaccio non mancano.

A fronte di questo sopravvento della realtà sulla narrazione (politicizzata), si può reagire in tanti modi. Ignorando la questione. Confinandola al mondo dei marginali. Soffiando sul fuoco dell’emotività. Oppure, razionalmente, agendo sulla prevenzione e facendo scelte nella logica della riduzione del danno. Nel primo caso, invece dei blitz con i cani antidroga, nelle scuole bisognerebbe parlare a viso aperto di droga con gli studenti, degli effetti reali delle diverse sostanze, e di consumo consapevole. Poi, invece di lasciar proliferare 1.000 Rogoredo, sarebbe saggio puntare sulla consegna di siringhe sterili, sulla realizzazione di “stanze del buco”, dove il consumo di stupefacenti avviene in sicurezza igienico/sanitaria, e sulle reti degli operatori di strada. In Olanda, Germania e Svizzera lo fanno dalla metà degli anni 80…

Ma la madre di tutte le battaglie sarebbe la legalizzazione del consumo. Un tabù inviolabile nell’opinione pubblica. E cionondimeno l’unico vero argine a un mercato mondiale gigantesco, dove per ogni successo delle forze dell’ordine nel contrasto allo spaccio, si contano decine di organizzazioni criminali che si moltiplicano e si sostituiscono a quelle soccombenti. Peccato che in Italia a sostenere coerentemente e con argomenti questa battaglia, ci siano solo i Radicali.

Massimiliano Frascino

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