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Sanità: «Organico sotto di 250 infermieri» E si preannuncia un autunno caldo
grosseto. Nelle aree mediche dell’ospedale Misericordia il rapporto pazienti-infermieri è di 12: 1. Si tratta di un dato già emerso nei giorni scorsi sul quale Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Grosseto, punta i riflettori alla luce anche «del taglio non negoziabile di due terzi di infermieri interinali – informa – dal 1° settembre, in pieno periodo di ferie programmate». Lo studio Rn4cast ci dice che «ogni volta che il rapporto pazienti-infermiere è inferiore o uguale a 6: 1 – dettaglia Draoli – la mortalità diminuisce del 20% nelle medicine e del 17% nelle chirurgie». I problemi ci sono su più fronti: «L’età media degli infermieri in servizio nell’Asl Toscana sud est – aggiunge Draoli – ha superato 52 anni e quasi il 30% ha problematiche fisiche: ci sono sostituzioni ampiamente programmabili come i pensionamenti ferme da un anno». L’Ordine degli Infermieri è preoccupato anche per altre ragioni: «Per il livello di frustrazione e demotivazione che si respira dappertutto». Troppi sarebbero, secondo Draoli, i buoni propositi e i buoni progetti rimasti sulla carta: «Percorsi come il see and treat o il fast track in pronto soccorso o l’infermiere di famiglia, deliberati, voluti, ma inespressi. Nessun attività viene rimodulata: si pretende che tutti si muova a ritmo non solo costante, ma in crescita, senza però adeguare gli organici»; e qui Draoli cita la sanità di iniziativa «ferma sul Grossetano da anni proprio a causa della mancanza di infermieri». . L’Ordine teme gli effetti dell’incremento del carico di lavoro: «Il carico di lavoro del singolo infermiere di un solo paziente produce – sottolinea Draoli – un aumento del 7% del rischio di mortalità a 30 giorni dal ricovero». E visto che «gli infermieri hanno uno spiccato senso valoriale cercano di sopperire alle carenze e a non ascoltare fatiche e difficoltà, ma così si alimenta il rischio di stress e di burn out che sempre gli ultimi studi nazionali ci dicono attestarsi al 39% degli operatori».
«Non chiediamo altro se non esseri messi nelle condizioni di poter esprimere le competenze adeguate» «In Toscana si stima una carenza di oltre 4mila unità che nella nostra Azienda sono almeno 250 e altrettante carenze sono da riferire al personale Oss. Questo ordine – conclude – si comporta con atteggiamento proattivo, mediatore e culturalmente onesto ma la situazione complessiva ci sta preoccupando molto e i segnali che scorgiamo non ci rasserenano. La carenza infermieristica è un imperativo da mettere al centro delle agende politiche. Per questo per il mese di settembre e ottobre – conclude – abbiamo intenzione di organizzare dei percorsi mediatici che accendano le luci sulla questione». –
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