Il Tirreno

Grosseto

l’omicidio di gavorrano 

Lo zio del ragazzo ferito domani davanti al giudice

Lo zio del ragazzo ferito domani davanti al giudice

Era stato arrestato quando si è presentato dai carabinieri per testimoniare Ancora aperta la caccia all’assassino, forse un uomo abitante nella zona

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GAVORRANO. Sarà interrogato domani dal giudice delle indagini preliminari Abdellah Eljamouni, 27 anni, lo zio di Rahhal Eljamouni rimasto gravemente ferito nella sparatoria della notte tra domenica e lunedì che ha causato anche un morto, ancora senza nome, nella radura dei Bacini di San Giovanni a Gavorrano.

Il giovane uomo, anche lui di origini marocchine, era ricercato perché su di lui pendeva un ordine di carcerazione per spaccio. Pur consapevole, si è presentato dai carabinieri per raccontare quello che il nipote gli aveva scritto dopo essere rimasto ferito. Rahhal potrebbe aver dato indicazioni utili per l’identificazione di chi ha puntato la pistola e ha sparato, uccidendo un uomo e ferendo appunto il 19enne al ventre. Il suo avvocato, Massimo Parenti, non ha ancora parlato con Rahhal.

Una storia di droga, sembra, per un affare finito male o, magari, per dei soldi che stentavano ad arrivare. Il quadro investigativo non cambia. Un cliente, forse un italiano abitante nella zona. Rahhal si trovava all’interno della proprietà della Syndial, i vecchi bacini della miniera di Gavorrano, un luogo eletto a compravendita di stupefacenti nella tranquillità della campagna gavorranese quando qualcuno è arrivato e ha fatto fuoco su di lui e sul suo compagno, 25 anni, che è rimasto a terra senza vita. Il 19enne si è invece salvato: è stata una donna a portarlo al punto di primo soccorso di Follonica ed è stata lei a spiegare che nel bosco, lungo la strada dei Bacini, i carabinieri avrebbero potuto trovare un’altra persona ferita. Quando i soccorsi e le forze dell’ordine sono arrivati nel punto indicato, l’uomo era morto. Rahhal è stato operato alle Scotte di Siena dove è rimasto sedato per due giorni, ieri pomeriggio si è risvegliato ma il suo avvocato non è ancora riuscito a parlare con lui. I carabinieri, però lo avrebbero sentito, anche se le sue condizioni sono delicati vista la difficile operazione che ha dovuto subire per estrarre il proiettile dall’intestino. Chi ha sparato i tre colpi dalla calibro nove, però, al momento, è ancora libero. Ferito, Eljamouni quella notte non ha però chiamato soltanto la donna che è andata a soccorrerlo: ha chiamato anche lo zio, anche lui marocchino, ricercato dai carabinieri.

Abdellah si è di fatto costituto e ieri l’altro, dopo essere stato sentito dai carabinieri del nucleo investigativo che stanno indagando sull’omicidio e sul tentato omicidio insieme ai colleghi della Compagnia di Follonica, è stato accompagnato nel carcere di via Saffi a Grosseto. Domani l’avvocato Parenti sentirà anche lui e cercherà, come ha già fatto, di sentire anche l’altro suo assistito, che per il momento resta ricoverato a Grosseto dopo il delicato intervento di chirurgia. —

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di Redazione web