Il Tirreno

Grosseto

lavoro e precariato  

In 60 sognavano un posto all’Ipercoop, ora sono a casa

Giovanna Mezzana
In 60 sognavano un posto all’Ipercoop, ora sono a casa

Terminato il contratto interinale non hanno avuto altre chance e si sono rivolti all’Ugl: «Hanno   insegnato il mestiere a chi li ha   sostituiti: si sentono beffati»

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Hanno tra 25 e 42 anni, vivono a Grosseto o in uno dei comuni maremmani limitrofi. E sono per lo più donne. Un po’ di mesi fa avevano una prospettiva per il futuro. O, se vogliamo, avevano un sogno: ottenere un posto di lavoro – come cassiera o addetto al magazzino e agli scaffali – all’Ipercoop del Maremà, il grande store inaugurato al centro commerciale del Commendone poco meno di tre anni fa. E, invece, dopo un contratto di lavoro ottenuto mediante un’agenzia interinale che recluta personale (anche) per Unicoop Tirreno si sono ritrovati a casa. Sono un esercito di una sessantina di (ex) lavoratori che – con il loro carico di comprensibile frustrazione – si è rivolto a uno dei sindacati confederali, l’Ugl, che si è fatto carico della loro “denuncia”.

la delusione e la beffa

«Avvalendosi quasi esclusivamente di forza lavoro interinale, Unicoop Tirreno – sottolinea Giuseppe Dominici, segretario generale Ugl Grosseto e Siena – ad oggi, ha dato occupazione temporanea a circa 60 ragazzi e ragazze che, dopo contratti, in alcuni casi brevi (di due mesi e mezzo) e in altri lunghi (fino a 22 mesi), non sono stati richiamati e sono rimasti di fatto in mezzo a una strada. E a fine estate potrebbero diventare un centinaio». «L’aspetto assurdo – evidenzia Dominici – è che, terminati i contratti, ogni volta, viene chiamata altra forza lavoro a svolgere le medesime mansioni: e così si continua ad alimentare un circolo vizioso di precariato. Una fabbrica di disoccupati». Non solo: «Nell’ultimo periodo del contratto – aggiunge il segretario dell’Ugl – molti giovani si sono visti affiancare nuovi addetti, a cui hanno insegnato le mansioni, e che poi hanno preso il loro posto: una beffa». Il Tirreno ha sottoposto alla Cooperativa la denuncia dell’Ugl: «Unicoop Tirreno opera secondo le normative di legge vigenti» è la replica dagli uffici di Vignale Riotorto.

al lavoro

Ci sono poi altri aspetti che riguardano la quotidianità del lavoro sui cui l’Ugl accende i riflettori: «Ai lavoratori (interinali e non) – sottolinea Dominici – non viene fornita l’acqua, come prevede invece il decreto legislativo 81/2008 (allegato 4 servizi igienici assistenziali, punto 1. 13. 1 acqua)»; e «l’impianto dell’aria condizionata viene tenuto acceso solo durante l’apertura al pubblico del negozio e viene spento durante le altre numerose ore dove i dipendenti lavorano a banchi e scaffali». Su questi due aspetti da Vignale Riotorto non giungono ulteriori risposte. «Dopo aver contattato via e-mail i dirigenti di Unicoop con due documenti», l’Ugl lancia un appello a Cgil, Cisl e Uil perché si apra un fronte «verso una stabilizzazione (almeno) di quote di personale precario»; l’appello –bipartisan – è rivolto anche al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al presidente della Provincia di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. –

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