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urbanistica 

L’area del Terzo potrà cambiare volto Sì alla variante per albergo e maneggio

Pierluigi Sposato
L’area del Terzo potrà cambiare volto Sì alla variante per albergo e maneggio

È stata presentata dalla Giorgio Tesi, l’azienda vivaistica pistoiese che da otto anni possiede la struttura che fu comunale

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Se sarà dato il via alla variante, la zona del Terzo, quella dei vivai ex comunali a poca distanza da Roselle – da otto anni di proprietà di Giorgio Tesi, azienda pistoiese che qui ha impiantato il laboratorio di ricerca varietale per i cipressi toscani – sarà destinata a cambiare profondamente volto. La giunta comunale ha approvato a fine luglio la variante al regolamento urbanistico per la riconferma dell’intervento turistico-ricettivo: una variante decaduta nel luglio di un anno fa e che adesso è stata ripresentata dall’architetto Chiara Martini, per conto della società agricola Giorgio Tesi vivai, con riperimetrazione dell’area. Un’area di grande importanza anche per tutte le vicende amministrative, economiche e anche giudiziarie che si sono succedute negli anni.

In altre parole, come si legge nella documentazione allegata alla deliberazione sulla variante anticipatoria, mentre prima si prevedeva un piano di recupero con «il cambio di destinazione d’uso dei volumi esistenti, assoggettati a vincolo monumentale, per la realizzazione di una struttura alberghiera, ammettendone la demolizione, ricostruzione e traslazione nel rispetto di 6000 mq massima, da realizzarsi su tre aree posizionate in lotti distanti tra loro e difficilmente collegabili senza mezzi di trasporto», adesso potrebbe essere creata «un’unica area compatta di forma rettangolare regolare», delimitata a nord dalla strada Terzo 1 e a sud da quella dei Cipressi. Una «struttura alberghiera di adeguate dimensioni e di elevata qualità sotto il profilo ricettivo e architettonico».

La giunta dice sì a un «intervento turistico ricettivo qualificante rispetto alle aree agricole circostanti e di alta qualità sotto il profilo prestazionale che persegua il risparmio delle risorse idriche ed energetiche, l’utilizzazione di energie rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti e la riutilizzazione ed il riciclaggio dei materiali»; a una variante che valorizzi il territorio «implementando le attività attualmente svolte in ambito agricolo assecondando una richiesta che testimonia una ripresa dalla generale crisi economica e finanziaria e contribuire al rilancio dell'economia nel settore turistico ricettivo incentivando l’attività edilizia e andando incontro alle iniziative imprenditoriali»; e che creerà «nuovi posti di lavoro».

Il Terzo occupa una superficie di 305mila metri quadrati. Due le aree previste. Da una parte quella ricettiva, a est, quella dove ci sono gli edifici più antichi, ma anche strutture di nuova edificazione, parcheggi, tre campi da tennis, verde privato, ristorante; sono stimati 9 appartamenti e 38 camere per 127 posti letto. Dall’altra, a ovest, quella sportiva, un po’ più ampia, aperta anche agli esterni, con impianti di vario genere -dalla piscina al maneggio passando per i campi di calcio e volley - e relativi spogliatoi. Nella realizzazione è compresa anche «una sala congressi nel territorio rurale per scopi sociali e divulgativi» (nella localizzazione del magazzino con portico) per la quale il Comune chiede la riserva di utilizzo per almeno 12 occasioni all’anno. Una convenzione stabilirà comunque le modalità di realizzazione dell’area boschiva.

La delibera di giunta è accompagnata dalle valutazioni di legge. Non servirà quella ambientale strategica (Vas) perché non vi sono né impatti ambientali, né rischi per la salute; non sono richieste opere infrastrutturali. L’opera dovrà comunque essere realizzata dopo specifiche indagini geologico-tecniche, compresa la sistemazione del reticolo drenante minore. Serviranno anche indagini di tipo archeologico, in accordo con la Sovrintendenza, vista la possibile collocazione in area di insediamenti di epoca romana (una villa e una fattoria presumibilmente di epoca primo imperiale) e considerata anche l’esistenza di aree ad alto rischio archeologico.

Tre le aree oggetto di interesse, con importanza decrescente anche dal punto di vista idrogeologico: quella con i maggiori lavori di scavo (caseggiati per uso ricettivo) con scavo di fondamenta profonde e posa tubature; quella per gli impianti sportivi (tra cui il minigolf e due piscine); quella del maneggio, con lavori di riassestamento superficiali, fatta eccezione per la costruzione delle stalle. La “soglia” di stratificazione archeologica è stata stimata dal metro di profondità. —



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