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Orbetello piange Enor Stoppa e i suoi racconti

Ivana Agostini
Orbetello piange Enor Stoppa e i suoi racconti

Aveva 95 anni, tutti spesi per l’agricoltura e la famiglia Padre dell’ex vicesindaco Marcello, aveva da poco scritto un piccolo libro sulla caccia

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orbetello. L’amore per la caccia, per la sua famiglia e per la Maremma. Enor Stoppa era tutto questo e molto di più. Enor è spento ieri a 95 anni.

Nato il 25 settembre 1924 a Verghereto in provincia di Forlì, chiunque lo abbia incrociato ha avuto modo di sentire i suoi racconti, di una naturalezza senza eguali. Nel 1941 nel collegio di Lombriasco con i Salesiani prese il diploma di perito agrario. Subito dopo ebbe inizio la sua vita legata al mondo dell’agricoltura. Arrivò in Maremma, a Polverosa, nel 1943, il 2 dicembre. Una terra che – come lui stesso scrive nel suo ultimo manoscritto – «fu la mia patria per sempre».

La Maremma entrò nelle vene di Enor: i paesaggi, le vacche maremmane, la caccia e i cacciatori. Stoppa in Maremma trovò anche l’amore: quello di una maestrina anche a soli 19 anni arrivò a Polverosa da Grosseto. Con Graziella Toncelli, scomparsa alcuni anni fa, fu amore a prima vista. Dalla loro unione è nato Marcello Stoppa, architetto e vice sindaco della giunta guidata da Monica Paffetti.

Con la Riforma Agraria Enor aveva diretto oltre 100 coltivatori diretti portando la coltivazione delle fragole e di altre colture nella zona di Polverosa e Albinia. Per alcuni anni fu anche direttore dell’Ortofrutta di Albinia. La sua passione per la terra non è mai venuta meno, nemmeno con l’avanzare dell’età. Enor Stoppa di recente ha scritto un piccolo libro: “A caccia... una vita”. «Una piccola fatica letteraria venatoria – scriveva lui stesso – che ha visto la luce per volere dei miei cari, la nuora Guja, la nipote Gaia e il figlio Marcello. Ho scritto tanti appunti in un blocco finché ho potuto, fino a che i miei occhi me lo hanno consentito. Poi ho dettato a Marcello che ha riordinato tutto». Stoppa è stato dirigente della locale squadra di calcio. «Per me è stato come un secondo padre», racconta Luciano Fusini, allenatore del settore giovanile dell’Albinia. «La sua telefonata a Perini, del Bologna calcio, mi permise di iniziare la mia avventura in serie A proprio col Bologna».

Messaggi di cordoglio sono arrivati al figlio Marcello anche dai cacciatori del Circolo Venatorio della Parrina e dal capocaccia, Franco Agostini, dalla vicesindaca di Orbetello, Chiara Piccini. I funerali stamani ad Albinia, alle 10. –

Ivana Agostini

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