Italia
Dai campi affiorano due bombe: artificieri in arrivo
Momenti di paura ieri alla Selva, a San Donato, per una bomba al fosforo trovata mentre degli operai stavano lavorando la terra.
Le bombe rinvenute in realtà sono due, una bomba da mortaio e una al fosforo. Sarebbe proprio questa a destare maggiore preoccupazione per la sua pericolosità.
Alla Selva era una normale giornata di lavoro nei campi. «Stavamo facendo il sovescio per preparare il terreno alle colture invernali», racconta chi era presente al ritrovamento. «Un’operazione di routine, in questo periodo dell’anno, per chi coltiva la terra. A un certo punto il trattore ha urtato qualcosa che ha fatto una fiammata». È qui che il lavoro è stato interrotto per capire cosa stesse succedendo. Chi stava supervisionando le operazioni ha fermato gli operai che scesi dal trattore hanno quindi visto qualcosa in mezzo alle zolle e hanno capito che si trattava di una bomba, anzi, due.
«Ne ho già viste molte», spiega un dipendente dell’azienda. «Ne ho già trovate nei campi almeno una ventina. Questa zona subì molti bombardamenti durante la guerra». Le due bombe sono lì dalla seconda guerra mondiale. I lavori agricoli svolti anno dopo anno le hanno riportate alla luce.
Subito dall’azienda è partita la chiamata ai vigili del fuoco e ai carabinieri. Le due zone interessate sono state messe in sicurezza, strisce bianche e rosse a delimitare un perimetro che fino all’arrivo degli artificieri non potrà essere oltrepassato.
Dei due ordigni, la bomba al fosforo sarebbe la più pericolosa: una bomba incendiaria che forse, avendo fatto la fiammata nel momento dell’urto con il trattore, dovrebbe essere già scarica. Per sicurezza però, è stata messa nell’acqua. Ora la parola passa agli artificieri del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza che sono stati messi in allerta e che arriveranno appena possibile, attivati dalla Prefettura di Grosseto.
I particolari sulle operazioni di disinnesco saranno quindi resi noti nei prossimi giorni. Resta da capire se i due ordigni potranno essere fatti brillare in loco o se dovranno essere portati via. Da valutare anche la necessità di una eventuale evacuazione delle abitazioni vicine. Valutazioni che avranno una soluzione nelle prossime ore.
Di certo per i lavoratori della Selva, impegnati a preparare la terra alla coltivazione del favino, il ritrovamento non è stato una gradevole sorpresa: «Ne avremmo fatto a meno – dice un operaio – anche perché i miei nonni scapparono dalle bombe e io invece le ho trovate» .
Alcuni anni fa, non molto lontano dalla Selva, lungo il fiume Albegna, durante i lavori di scavo, un escavatorista trovò un ordigno bellico per il cui disinnesco venne prevista l’evacuazione di molte famiglie che abitavano nelle vicinanze delle zona interessata. La bomba venne caricata su un camion e fatta brillare in una cava nella zona del Priorato. Ma si trattava di un ordigno più grande di quello trovato ieri. —
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