Il Tirreno

Grosseto

le indagini 

Così la macchia “nasconde” clienti e spacciatori senza casa

F.G.

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grosseto. Cocaina, eroina, hashish. Si trova di tutto nei boschi della Maremma, che come in altre zone della Toscana, sono stati eletti negli ultimi anni come rifugio degli spacciatori. E anche dei clienti, che spesso hanno pensato di dare così meno nell’occhio.

I carabinieri, negli ultimi anni, hanno scoperto diverse zone utilizzate dai pusher per spacciare droga: la pineta di Scarlino e di Castiglione della Pescaia, la macchia di Pian d’Alma, il bosco di Capalbio. Soltanto qui, sei mesi fa, i carabinieri hanno sgominato una banda di spacciatori i cui vertici vivevano praticamente all’interno del bosco. I clienti, quelli più affezionati che venivano utilizzati per trovare nuovi tossicodipendenti da soddisfare, portavano anche il cibo nel bosco agli spacciatori, tutti di origini nordafricane.

Piene di nascondigli, dotate di zone difficili da raggiungere: il sistema di contatto tra gli spacciatori e i clienti avviene di solito attraverso il telefono. Una chiamata o un messaggio per prendere un appuntamento, poi l’incontro che dura pochi secondi. Succede così ovunque, in Maremma, dove i boschi sono diventati specie di drive in per andare a comprare droga. Alcuni anni fa è successo a Massa Marittima, pochi mesi fa anche a Sticciano.

Al Filare di Gavorrano, in quel lembo di bosco che ricade sul terreno della Syndial, gli spacciatori ci sarebbero da un po’ di tempo e diverse volte la loro presenza sarebbe stata segnalata sia alle forze dell’ordine che all’amministrazione comunale. In questo contesto sarebbe maturato l’omicidio di domenica sera: il killer è entrato nel bosco e sapeva che il venticinquenne che stava cercando era lì. Forse i due avevano un appuntamento o forse l’omicida sapeva dove trovare la sua vittima. Nel bosco, dove probabilmente i due ragazzi passavano le giornate e le nottate. — F.G.

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