Il presidio
«Troppi schiamazzi impossibile dormire»
Piazza Cortesini, la protesta di Francesco Iacomelli Motorini accesi, urla, pallone tirato contro la saracinesca
orbetello. «Qui la notte non si riesce a riposare». Francesco Iacomelli ha 35 anni e abita in via Roma, a pochi passi da piazza Cortesini, nel pieno centro di Orbetello. Una piazza meta di giovanissimi che, a tarda notte, si divertono come se fosse mattina: rumori di motorini accesi, urla, tiri di pallone contro le serrande della vicina edicola o contro le vetrate della banca.
L’orbetellano però non è stato con le mani in mano e da tempo ha segnalato la situazione alle forze dell’ordine, carabinieri e polizia municipale ma anche al Comune. Tutto ha avuto inizio quando Francesco è tornato ad abitare con la madre circa due anni fa. «Sentivo una grande confusione – racconta al Tirreno – e ho iniziato ad interessarmi della situazione andando a segnalare tutto ai carabinieri. I ragazzi facevano un gran rumore a tarda notte, cercavano di far scattare l’allarme della vicina banca. Si radunavano davanti all’istituto di credito e senza pensare a chi abita in quella zona accendevano il motorino per fare le sgassate».
Una situazione che dava fastidio a Francesco ma anche ai suoi vicini di casa che la notte avevano difficoltà a riposare. Il trentacinquenne, anche accompagnato da una delegazione fatta di persone anziane, chiese appuntamento al primo cittadino. «Siamo stati ricevuti dal senatore Roberto Berardi che ascoltò le nostre lamentele. Il Comune ha cercato di risolvere il problema spostando il parcheggio dei motorini ma purtroppo la situazione non è migliorata molto e i ragazzi continuano a rumoreggiare in quella piazza». Anzi, da un po’ di tempo, si radunano nella piazza e sfidano Francesco chiamandolo per nome.
L’uomo ha filmato più di una volta le scorribande dei ragazzi, è tornato dai carabinieri e ha anche scritto una lettera all’ufficio relazioni con il pubblico di Orbetello che è stata trasmessa alla polizia municipale. A Francesco sembra impossibile che non si possa risolvere la questione cercando di far comportare in una maniera consona al luogo e all’orario questi ragazzi. «Ci si può divertire anche rispettando gli altri soprattutto le persone anziane e quelle che al mattino dopo devono andare a lavorare e hanno diritto di riposare».
Iacomelli si appella quindi nuovamente alle forze dell’ordine perché mettano fine a certi comportamenti che ormai sono diventati esasperanti non solo per Iacomelli ma anche per tutti coloro che ogni notte sono costretti a fare i conti con questo tipo di disagi. —
Ivana Agostini
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