Il Tirreno

Grosseto

la festa di san lorenzo 

«Torniamo alle relazioni reali tra le persone»

«Torniamo alle relazioni reali tra le persone»

Troppa virtualità nella nostra vita, l’invito del vescovo Rodolfo durante il Pontificale. In tantissimi dietro alla processione

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Grosseto. «Come Lorenzo è stato dentro la storia del suo tempo con coraggio e passione, così anche noi siamo chiamati a stare dentro la storia del nostro tempo, perché crediamo in Cristo, che è il Dio della storia». È stata questa l’esortazione di monsignor Franco Agostinelli, amministratore apostolico di Prato e per dieci anni vescovo di Grosseto, invitato a presiedere le Celebrazioni Laurenziane 2019. Parole che il vescovo Franco ha consegnato ai tantissimi grossetani che venerdì sera hanno affollato il centro per la tradizionale processione di san Lorenzo e che ha ripreso e ulteriormente rafforzato ieri mattina in cattedrale per la conclusione della festa del patrono.

«Lorenzo – ha osservato in un altro passaggio monsignor Agostinelli – ha potuto stare con consapevolezza e passione dentro la storia del suo tempo in virtù della fede e della sua decisione per Cristo. Anche noi, tutti, siamo chiamati a portare un contributo: abbiamo una parola da dare perché una Parola ci è stata data; abbiamo qualcosa da dire, perché un annuncio grande è stato detto a noi. Vivere la concretezza della vita: questo è chiesto ai credenti. Non possiamo né dobbiamo fuggire, perché crediamo in un Dio che è entrato dentro la storia».

Tanti i fedeli e numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni civili e militari intervenuti al Pontificale, animato dalla corale Puccini, dalla corale Gaudete e dal coro della cattedrale diretti da Luca Bernazzani, responsabile musica sacra dell’ufficio liturgico diocesano. All’organo il giovane Alessandro Mersi.

In occasione del Pontificale si è rinnovato il gesto dell’offerta del cero votivo da parte del Comune e della sua accensione da parte del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che qualche minuto prima della celebrazione ha ricevuto ufficialmente, insieme al vescovo Rodolfo, ai canonici del Capitolo e ad altre autorità, il vescovo Agostinelli sul sagrato del duomo, per poi indirizzare a tutti un saluto all’inizio del Pontificale.

Quest’anno il vescovo Rodolfo ha desiderato consegnare a tutti, nel messaggio che rivolge annualmente alla comunità civile e religiosa, il tema delle relazioni. Un tema ripreso anche dal sindaco: «In un periodo storico in cui imperversa lo scambio virtuale – ha detto in un passaggio del suo intervento - cogliamo l’occasione della festa del patrono per ricordarci la ricchezza dello scambio reale, più autentico, lo scambio che passa dallo sguardo, dalla smorfia, dal linguaggio del corpo, dalla voce, oltre che dalle parole scritte». Al termine del Pontificale è stata impartita la benedizione papale. Ieri ricorreva anche il sesto anniversario dall’ingresso del vescovo Rodolfo in Diocesi. Un anniversario che il vescovo ha richiamato nel suo saluto al termine della Messa, quando ha ringraziato sacerdoti, collaboratori laici, istituzioni e la gente «perché la stima e la fiducia che sempre ho sentito e che sento da parte vostra». —

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