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Taglio pini, Italia Nostra e Wwf a testa bassa contro la giunta

Enrico Pizzi
Taglio pini, Italia Nostra e Wwf a testa bassa contro la giunta

«Arroganza e ignoranza», «Gli alberi sono santuari, bisogna parlare con loro» Megale: «Ascoltare non vuol dire necessariamente eseguire le richieste» 

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«Arroganza e ignoranza» secondo la Sezione Maremma Toscana di Italia Nostra, mentre il Wwf provinciale scomoda anche Hermann Hesse e Papa Francesco per contestare la decisione della giunta comunale di Grosseto di procedere al taglio dei 52 pini residui di via Mascagni per sostituirli con altrettanti lecci.

Intanto, davanti alle telecamere di Tv9, l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale sottolinea che si tratta di un intervento di rifacimento del manto stradale, che uniforma via Mascagni a quella parte su cui era già intervenuta l’amministrazione Bonifazi sostituendo i pini proprio con dei lecci. E sulla proposta degli ambientalisti la risposta è negativa. «A oggi – dice Megale – si ipotizza di allargare l’aiuola di due metri, ma poi le radici cresceranno ancora... è nostro costume ascoltare – conclude – ma ascoltare non significa necessariamente eseguire quello che ti viene chiesto».

Italia Nostra sottolinea che la giunta Vivarelli Colonna, in questa vicenda, ha gettato la maschera e ha mostrato «il suo vero volto. Un volto autoritario, retrivo, insensibile a quello che chiedono i cittadini e i cambiamenti climatici in corso, che i migliori tecnici confermano». Per l’associazione la motivazione sottesa alla decisione di abbattere i pini – «perché i nostri ragazzi rischiano grosso» – è una «strumentalizzazione squallida degli affetti filiali». E Italia Nostra si dice «allibita di fronte a un miscuglio così potente di arroganza e ignoranza».

La decisione di tagliare i pini sarebbe stata «presa d’autorità, contro una perizia di un notissimo tecnico, e contro la volontà popolare». Decisione arbitraria, dunque, dice Italia Nostra, «almeno fino a che la giunta non renderà pubblica una perizia dove si prende atto, come imposto dal regolamento sul verde urbano, che l’abbattimento è l’ultima ratio, dopo aver preso in considerazione tutte le ipotesi alternative».

Il Wwf ricorda che la decisione di tagliare i pini «è stata presa diversi anni fa e non si è spostata con la presente amministrazione, nemmeno dopo il recente referendum online che ha visto la contrarietà al taglio del 65% circa di chi ha risposto. Più che frutto di una politica lo è delle valutazioni “tecniche”». Si è scelto «di limitare le spese di manutenzione stradale e di ovviare a disagi nella circolazione, dovuti all’emergere di radici, forse sottovalutando alternative al taglio suggerite da esperti». E poi il Wwf scomoda Hesse. «Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, conosce la verità», mentre «Da noi – dice l’associazione – si considerano elementi di “arredo urbano”». Da un punto di vista finanziario, secondo il Wwf, sarà vantaggioso eliminare i pini, ma non dal punto di vista economico. «Quanto valgono – chiede l’associazione – l’ombra e la riduzione delle temperature estive, la fornitura di ossigeno, lo stoccaggio della CO2, l’assorbimento delle pericolose polveri sottili, il benessere psicofisico, la bellezza, la biodiversità? Quanto valgono la storia e l’architettura tradizionale di una città e del paesaggio maremmano? ». «Si inneggia alla “sicurezza” – conclude il Wwf – ma si continua a guardare al portafoglio, con una mentalità sorda al monito che Papa Francesco invoca da tempo: la conversione all’ecologia integrale». —

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