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Contributi per il resort, decide il tribunale

Giulia Sili
Contributi per il resort, decide il tribunale

Contenzioso da tre milioni di euro tra il Mise e la società proprietaria di Pian dei Mucini, tuttora in trattativa

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Più che un resort quello di Pian dei Mucini, sembra un vero e proprio paesino con villette, ristoranti, piscine e impianti sportivi realizzati nella campagna vicino a Massa Marittima.

Un luogo che negli anni ha goduto di alterne fortune e che oggi è gestito dalla catena iH Hotels. Sul bel centro turistico dell’entroterra massetano pende però una questione spinosa che verrà discussa al Tar il prossimo 24 gennaio. La questione risale ai primi anni del 2000 quando l’immobiliare Com Vend aveva chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico l’erogazione di incentivi per il Patto Territoriale della Maremma Grossetana.

A fronte di un importante investimento di oltre 14 milioni di euro la società avrebbe ricevuto un finanziamento di circa 3 milioni. Il complesso turistico si sarebbe chiamato Borgo Pian dei Mucini. Il finanziamento venne erogato in tre tranche: la prima a luglio 2000 di oltre 750 mila euro, poi nel 2001 e nel 2002 per 2 milioni e 250mila euro. Il programma di investimenti agevolato si sarebbe dovuto concludere il 9 marzo 2003, entro 48 mesi dalla data di avvio. Nel 2005 i primi problemi: un controllo svolto dalla guardia di finanza di Follonica aveva portato ad una segnalazione al Mise e alla Provincia, responsabile del Patto Territoriale. In seguito all’indagine della polizia giudiziaria condotta nella sede di Com Vend era infatti risultato che il complesso immobiliare di Pian dei Mucini era stato ceduto in locazione a terzi, in assenza di preventiva autorizzazione. Cosa che non sarebbe stata possibile. Inoltre, sulla base di informazioni acquisite dall’ Asl di Follonica, l’investimento non risultava essere stato completato in molte parti entro i termini stabiliti.

La guardia di finanza chiese quindi al Mise di verificare i presupposti per disporre la revoca delle agevolazioni concesse. Un sopralluogo aveva evidenziato «il mancato integrale completamento del programma di investimenti entro la scadenza prevista, la sussistenza di carenze in riferimento alle autorizzazioni di competenza degli enti locali per la realizzazione di alcune opere o per l’utilizzo degli immobili» e, soprattutto, «l’impossibilità di poter effettuare una verifica diretta presso alcuni degli immobili, in quanto concessi in affitto alla società Ponticino».

A febbraio del 2007 venne quindi disposta la revoca delle agevolazioni concesse e il recupero di quanto erogato più interessi. La Com Vend, dalla sua, ha quindi proposto un ricorso sostenendo che «Il provvedimento impugnato sarebbe illegittimo perché l’investimento dovrebbe considerarsi ultimato e perché, ad ogni modo, quanto alla cessione in affitto a terzi della struttura agevolata, sarebbe stata presentata una richiesta di autorizzazione alla stipula dei contratti di affitto in data 8 agosto 2005». Lo scorso 10 maggio si è tenuta l’udienza dove è stato disposto il rinvio, in quanto sarebbero in corso delle trattative tra la società e il Mise. Cosa ne sarà dei contributi e del ricorso si potrà sapere soltanto tra alcuni mesi. —

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