Il Tirreno

Grosseto

LA VERTENZA IN COMUNE 

Querelle Cerboni-sindacati «È mancata la concertazione»

G. B.

Il Partito socialista critica il comportamento tenuto dall’assessore: «Sono stati confusi i ruoli, travisate le regole ed è venuto meno il rispetto»

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GROSSETO. Sulla questione Cerboni-sindacati, in cui l’assessore al personale del Comune di Grosseto aveva mostrato i muscoli con le sigle che contestavano la convocazione di assemblee comunali periodiche con i 500 dipendenti, torna adesso il Partito socialista.

Cerboni era stato denunciato per comportamento antisindacale da Cgil e Uil. In una nota il Comitato comunale del Psi di Grosseto, dopo aver sentito la Commissione provinciale sul lavoro e aver valutato la querelle in corso con le parti (sindacati e dipendenti), esprime preoccupazione per l’atteggiamento con il quale l’amministrazione si è rapportata con il personale. «È mancata la concertazione – si legge nel documento – e c’è stata una sovrapposizione di ruoli, un non confronto che sinceramente giudichiamo di scarsa dignità per le parti sociali. Riteniamo che la parte pubblica non possa e non debba comportarsi così».

Il Psi critica l’impostazione dell’assessore Giacomo Cerboni: «Certe decisioni producono come risultato di indebolire coloro che non rientrano nelle grazie dell’amministratore di turno. In questo caso pensiamo che si siano confusi i ruoli, arrogandosi funzioni non previste dalla legge». «Già dalla prima convocazione del personale, voluta dell’assessore Cerboni – prosegue la nota – sono state travisate alcune regole. E soprattutto è venuto meno il rispetto tra le parti, perché i poteri politici sono divisi da quelli dirigenziali. Nella fattispecie, sui tre argomenti all’ordine del giorno due erano di carattere organizzativo e quindi spettanti al dirigente con il coinvolgimento della delegazione trattante, come ben spiegato nel ricorso presentato al giudice del lavoro contro il Comune di Grosseto da Uil Fpl e dalla Cgil Fp».

L’assessore Cerboni aveva spiegato di non voler creare divisioni di sorta e che i dipendenti avevano espresso solidarietà e soddisfazione per gli incontri organizzati con una certa periodicità. «In queste parole – conclude il Psi – notiamo delle contraddizioni. Infine facciamo notare che le assemblee, seppure poco partecipate (circa un quinto dei dipendenti), hanno prodotto nei fatti una spaccatura tra le parti sociali e i propri rappresentati e questo non gioverà certo al clima lavorativo e quindi all’erogazione dei servizi alla collettività».

L’auspicio conclusivo del Partito socialista grossetano è che si ricomponga un corretto andamento nei rapporti tra rappresentanza politica e rappresentanza sindacale, nell’ottica della tutela dei lavoratori e del buon funzionamento della cosa pubblica. —

G. B.

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