Il Tirreno

Grosseto

il dramma 

Crolla un solaio, nove persone evacuate «Sono vivo perché ho spostato la tv»

Francesca Gori

Notte di terrore in una palazzina di via Cimabue: l’edificio è inagibile, difficile recuperare i beni negli appartamenti

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Ha visto un cretto aprirsi sul muro della stanza dove stava guardando la tv. Poi ha sentito uno scricchiolio e ha deciso di alzarsi e spostare l’apparecchio in un’altra stanza. Quei rumori gli piacevano poco, quelle crepe che si stavano aprendo anche sul pavimento ancora meno. Si è alzato, ha preso la tv sotto braccio e l’ha portata nella stanza dell’appartamento adibita a studio, nell’attimo in cui il solaio è crollato, ha sfondato il pavimento ed è finito nel suo appartamento. Poteva trasformarsi in una tragedia il cedimento del solaio di una palazzina in via Cimabue, all’angolo con via Telamonio. Dei 9 occupanti dell’abitazione, per fortuna, nessuno si è fatto male. «Sono vivo per miracolo - ha detto giovedì sera il quarantacinquenne a un vicino - se non avessi cercato di mettere in salvo la televisione, sarei stato travolto dal solaio».

Giovedì sera, chi era nei sette appartamenti, non riusciva a parlare. Ieri mattina la paura non era ancora passata quando i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile la palazzina. «Che volete che dica? - domanda una delle ragazze che abita nella palazzina - C’è poco da dire, basta vedere quello che è successo».

Increduli, impauriti, disperati. Dentro a quelle abitazioni c’è tutto quello che serviva alle nove persone per vivere. «Io e mia moglie eravamo in montagna dove abbiamo una casa - racconta uno dei proprietari - siamo stati avvertiti durante la notte. Non possiamo nemmeno entrare in casa per prendere le nostre cose». Cosa abbia provocato il crollo del solaio, lo stabilirà il perito che verrà incaricato dalle famiglie che ora sono rimaste senza un tetto sotto al quale stare.

Ieri mattina anche le lacrime si erano quasi asciugate ma il dolore per aver perso la casa, per aver visto tutta la vita contenuta nelle stanze di quegli appartamenti nei quali ora è impossibile entrare, era ancora ben vivo. «Le cose che dovevo prendere - dice una delle abitanti della palazzina - sono in una parte della casa che non possiamo raggiungere».

La donna è entrata nel suo appartamento con il casco dei vigili del fuoco in testa, sperando di poter prendere quello di cui aveva bisogno. È uscita a testa bassa, stretta nelle spalle e con gli occhi lucidi, dopo che i vigili del fuoco, per tutta la mattina, grazie alla squadra Saf hanno tolto da quegli appartamenti, tutto quello che potevano: appendiabiti, stendini per far asciugare i panni, qualche mobile. Poche cose, rispetto a tutto quello che rendeva quegli appartamenti casa e rifugio.

Ora, per le nove persone che vivevano nei sette appartamenti della palazzina si apre il problema di trovare un posto in cui vivere. Ieri mattina, alcuni degli occupanti della palazzina hanno chiesto anche l’intervento dell’amministrazione comunale. —

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