Il Tirreno

Grosseto

Stiamo chiudendo e ci offendono Se continua così il paese muore

Stiamo chiudendo e ci offendono Se continua così il paese muore

Raffaella Rosini guida il fronte dei contrari: «Ci battiamo dal 2014 Non è una questione politica». Sergio Maggini: «Inutile restare socio» 

4 MINUTI DI LETTURA





la protesta

Il corso semideserto il 1º agosto, nel clou della stagione turistica. È una Marina di Grosseto irriconoscibile rispetto agli anni Ottanta e Novanta, quella immortalata in una foto (sopra) scattata otto giorni fa, il 1° agosto alle 22, da Raffaella Rosini.

Raffaella è una dei commercianti di Marina che protestano per i troppi mercatini e per la generale trascuratezza della frazione che secondo loro ne stanno provocando la morte. Nei giorni scorsi Raffaella ha attaccato un cartello al negozio per annunciare che chiude e per protestare contro il Comune. È stata la scintilla che ha innescato una polemica proseguita sui social.

«A un post riportante i disagi – racconta Raffaella – alcuni commentatori hanno usato termini pesanti e denigratori nei confronti dei commercianti, rischiando di far prendere a tutta la vicenda un profilo esclusivamente politico e fazioso, mandando disperso il senso autentico delle rimostranze. Nello specifico, il mio negozio è stato definito “pieno di chincaglierie” e sono stati rivolti commenti odiosi e denigratori anche alla mia città di appartenenza (Siena) e non solo». Per Raffaella mettere un cartello in vetrina ed esporre le ragioni della chiusura non è una vergogna: è raccontare la verità.

«È una battaglia – dice – che abbiamo iniziato nel 2014 sempre nel periodo estivo. E a suo tempo, anche se con fatica, fummo ascoltati. Ad oggi, cambia l’amministrazione, il problema si ripone daccapo, ma la risposta è stata tutt’altra. Tutti noi commercianti uniti in questa battaglia ribadiamo quanto detto: fare turismo significa tante cose messe insieme. Significa accoglienza, servizi, pulizia, arredo urbano. Significa creare anche eventi o manifestazioni capaci di assurgere al rango di veri e propri appuntamenti estivi in grado di fidelizzare i villeggianti. Ovvio che già in una situazione commerciale molto critica, di scarsa appetibilità turistica, ove versa Marina di Grosseto i mercatini non aiutano certamente».

A sostegno di ciò, «perché tutti si rendano conto della limitata attrattiva turistica di Marina rispetto a tante altre località marittime», dice Raffaella, c’è la foto del 1º agosto.

«Leggiamo sui giornali – dice ancora – che Pro loco e Confesercenti, compresa l’amministrazione comunale, sono interessati e disponibili ad incontrarsi per rivedere la programmazione dei mercatini. Teniamo a precisare che tali disponibilità nascono solo dopo la nostra protesta. Diversamente tutta questa attenzione non ci sarebbe stata. Riguardo proprio ai mercatini, per noi il problema non sono solo gli hobbisti ma tutti coloro che vendono articoli come i nostri. È pura e semplice concorrenza sleale. Non è accettabile. Noi ci siamo tutto l’anno a sostenere spese fisse. Che mettano mercatini che vendono articoli diversi. Trovino loro gli organizzatori le bancarelle giuste. Questo fa parte anche del loro lavoro. È chiaro che anche le parti sociali rappresentanti il settore del commercio ad oggi si trovano in disaccordo». La protesta quindi «non va ridotta al problema dei soli mercatini o a un attacco politico – dice Raffaella – perché non vuole esserlo e perché il nostro malessere è ben più ampio».

E allo sfogo di Raffaella si aggiunge quello del collega Sergio Maggini. «Siamo soci Confesercenti e Pro loco – dice – ma a noi non è arrivata nessuna convocazione per partecipare a riunioni dove veniva discussa la programmazione di iniziative per l’estate. Inoltre va sfatato il mito che la protesta sia partecipata da pochi, perché è condivisa e compresa sia da altri commercianti che dai nostri clienti. Con rinnovato dispiacere non posso far altro che registrare una ulteriore presa di posizione da parte di Confesercenti che, a differenza di Confcommercio, non pare interessata a tutelare le attività commerciali presenti sul territorio dalla concorrenza posta in essere dalle bancarelle dei mercatini che, ben lungi da offrire una proposta di acquisto diversificata, in molti casi si limitano a vendere prodotti identici a quelli presenti nei negozi. Gli eventi sovvenzionati, come affermato, dagli introiti derivati dai mercatini, sono stati in realtà pagati con i mancati guadagni di noi commercianti e non hanno riguardato il centro di Marina e, in particolare, il corso. Da tesserato Confesercenti mi domando che senso abbia per me spendere denaro per far parte di una associazione che non mi tutela, addirittura sponsorizzando e sostenendo eventi che danneggiano la mia attività. Per quanto riguarda la Pro Loco, quest’ultima conosce bene la situazione di Marina e le difficoltà cui vanno incontro ogni anno i commercianti fissi sul territorio che, a differenza degli ambulanti, non possono certo prendere la propria merce invenduta e portarla altrove, ma devono restare dove sono, continuando a pagare l’affitto del fondo, le utenze e le numerose tasse per tenere aperta l’attività... Nessuno dice che i mercatini non debbano esserci. Ma tra averne un paio al mese e quattro o cinque ogni settimana c’è una bella differenza. E mi domando come mai, allora, non si pensi a qualche bella manifestazione gastronomica quale la festa americana di qualche anno fa che raccolse numerose partecipazioni. O forse in quel caso furono le attività di ristorazione a insorgere? Ormai tra via XXIV Maggio e via IV novembre ci sono solo sette negozi aperti tutto l’anno, se escludiamo farmacia, pubblici esercizi e tabacchi. Marina, purtroppo, sta morendo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web