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Assegni universitari in ritardo rispetto all’inizio delle lezioni
A Siena la tempistica delle assegnazioni causa difficoltà a una famiglia di Monticello
il caso
Borse di Studio concesse dall’Università di Siena? Ben vengano, ma che arrivino in tempi adeguati. Silvia Mauro, di Monticello Amiata, ha una figlia che dal prossimo ottobre frequenterà la facoltà di Scienza della comunicazione dell’Università di Siena e che ha tutte le carte in regola per poter usufruire della borsa di studio che l’Ateneo senese mette a disposizione dei ragazzi più brillanti e le cui famiglie hanno un Isee rispondente ai requisiti richiesti.
Si tratta, fra l’altro, di una borsa di studio importante, che con altre agevolazioni (abbattimento totale delle tasse e due buoni mensa giornalieri) mette a disposizione una camera nella casa dello studente, «proprio quello di cui abbiamo bisogno», incalza Silvia Mauro che dettaglia: «Questa borsa di studio è una grossa opportunità e su questo non ho nulla da ridire, ma purtroppo – spiega – le graduatorie usciranno il 30 settembre e fino ad allora non sappiamo se mia figlia nella graduatoria ci sarà. Ad ottobre cominciano le lezioni e dunque, con queste tempistiche, è un pasticcio. Infatti per assegnare gli alloggi passerà un mese come minimo. E siamo già a novembre. Mi dicono in segreteria che nel caso mia figlia trovasse una stanza in affitto per questo periodo, prima di avere la camera alla casa dello studente, il costo dell’affitto sarebbe rimborsato con 250 euro al mese, ma ci vuole un contratto».
E qui sta l’inghippo: «Infatti un contratto di due mesi nessuno lo fa. Le case a queste condizioni non si trovano. Se poi mia figlia non fosse fra le beneficiarie della borsa di studio, peggio che mai, perché alla fine di settembre, quando sapremo gli esiti, non ci saranno più case da affittare agli studenti».
La signora Silvia si sta dando da fare, c’è alla sua portata una prospettiva importante per la carriera di sua figlia e per le tasche della famiglia. Eppure il traguardo non sembra vicino: «Io sto facendo decine di telefonate – dice – ma le case sono già tutte occupate e le poche libere un contratto brevissimo non me lo fanno. L’unica alternativa che resta a mia figlia è quella di fare la pendolare da Monticello Amiata a Siena. Un viaggio di due ore ad andare e due a tornare. E anche questa mi pare una fatica enorme per una ragazza che ha tanta voglia di studiare ma che si trova di fronte mille difficoltà».
E allora la proposta rivolta a chi è responsabile dei bandi: «Mi chiedo, dunque, se non sarebbe opportuno far conoscere alle famiglie il risultato delle domande delle borse di studio in anticipo rispetto a questa tempistica. Il 30 settembre è una data capestro che non ci consente in nessun modo di poterci organizzare in tempo utile per trovare un alloggio. È, questa, una ulteriore maniera che mette limiti quasi invalicabili alla pratica di quel diritto allo studio di cui tanto si parla, ma che fatica purtroppo ad esser praticato». –
F. B.
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