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Grosseto

il caso 

Asl, 25 mesi di attesa per una visita di controllo

Alfredo Faetti
Asl, 25 mesi di attesa per una visita di controllo

Soffre di una patologia per cui deve sottoporsi periodicamente a verifiche endocrinologiche. L’Odissea di una paziente  

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GROSSETO. Qualcosa è cambiato ma in peggio. Se fino all’anno scorso l’attesa era racchiusa «in tempi ragionevoli» – per dirla come la diretta interessata – oggi è divenuta «insostenibile»: passata da due mesi, da un minimo di otto a un massimo di venticinque. Tanto occorre aspettare per una visita di controllo endocrinologico. «Venticinque mesi sono inaccettabile”, dice Anna, amiatina, finita, suo malgrad,o nell’Odissea delle liste d’attesa del servizio sanitario, che non risparmia la Maremma, dalla montagna fino al capoluogo. Anna lo ha toccato con mano.

Da tempo ormai, a causa di una patologia che l’affligge, deve svolgere dei controlli annuali endocrinologici, che consistono nell’esame delle ghiandole che poi rilasciano gli ormoni nel sangue. Nelle ultime due occasioni, 2018 e 2017, si è rivolta all’ospedale di Castel del Piano, senza troppe difficoltà. «I tempi di attesa erano ragionevoli: uno o due mesi – racconta – Mentre a Grosseto l’attesa era già più lunga, ma non superava comunque i quattro mesi per questo esame specifico».

Oggi la situazione è completamente cambiata. L’ha scoperto nei giorni scorsi, quando ha telefonato al Cup per poter prendere un nuovo appuntamento. «All’ospedale di Castel del Piano, la prima data utile per un controllo endocrinologico è il 27 maggio 2020 – spiega – mentre, all’ospedale di Grosseto, è nel settembre 2021». Tanto si è sentita dire dal Cup: «Anche la persona con cui ho parlato era imbarazzata a dirmi queste date», continua Anna. Cos’è cambiato allora? Le liste d’attesa sono tra le priorità da risolvere del sistema sanitario regionale, come ha detto un paio di mesi fa l’assessora regionale Stefania Saccardi. Code che vanno a formarsi per motivi che possono essere molteplici, come ribadisce l’Asl in questi casi, dall’aumento delle prescrizioni mediche per lo svolgimento di determinati controlli (è possibile che siano aumentati quelli endocrinologici) al grado di emergenza indicata dal medico, perché i casi urgenti vengono presi in carico in un massimo di dieci giorni, gli altri invece si accodano a quelli già segnati sull’agenda. La Regione tornerà sulla questione delle liste d’attesa da settembre, ma intanto a molti pazienti tocca aspettare. Anna compresa. «Mi sono segnata per l’appuntamento più vicino, intanto mi arrangerò con privati o intramenia – conclude – Il sistema è organizzato per le emergenze, ma per la prevenzione non dà alcuna garanzia». –
 

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di Redazione web