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Abbattimento dei pini, si va avanti. Il Comune: "Così si garantisce la sicurezza"

Enrico Pizzi
I pini di viale Mascagni a Grosseto (foto Agenzia Bf)
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I pini di viale Mascagni a Grosseto (foto Agenzia Bf)

Per il sindaco l'intervento in via Mascagni e Caravaggio è "una scelta per difendere l’incolumità degli studenti" 

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GROSSETO. Si scrive “Piano di gestione del verde pubblico”, ma per il momento si legge “via all’abbattimento dei pini di via Mascagni” e anche di quelli di via Caravaggio, a partire da settembre. L’amministrazione comunale di Grosseto tira dritto e mentre si prepara a varare un piano per gestire i circa 20mila alberi disseminati nel verde pubblico della città e delle frazioni, dà il via ai primi due progetti di abbattimento, tra cui quello delle 52 piante di via Mascagni, che saranno sostituite da altrettanti lecci ai quali si aggiungeranno altri 20 alberi che, per compensazione, saranno piantati nel giardino delle scuole che si affacciano sulla stessa strada.

L’appalto per l’abbattimento dei pini, la piantumazione dei lecci e la sistemazione del manto stradale in via Mascagni è già stato aggiudicato per una spesa di circa 160mila euro e i lavori partiranno a inizio settembre: tre mesi è il tempo previsto dal bando di gara e non saranno tre mesi facili, visto che, come sottolinea il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, per via Mascagni transitano quasi tutti i giovani di Grosseto all’entrata e all’uscita dalle scuole della cittadella dello studente. Ma tant’è: l’ornitologo della Regione Toscana, consultato su suggerimento degli ambientalisti per avere indicazioni sul periodo migliore in cui tagliare i pini tra le cui chiome trovano rifugio gli uccelli, ha suggerito che quello fosse il momento adatto per fare i lavori e non in estate, quando le scuole sono chiuse. Il sindaco Vivarelli Colonna sottolinea come l’intervento in viale Mascagni sia prioritario per garantire la sicurezza. «L’obiettivo è, prioritariamente e necessariamente – dice – quello di mettere in sicurezza un tratto di viabilità quale quello di via Mascagni, dove ogni anno, per circa 9 mesi, transita quasi tutta la gioventù di Grosseto, non solo in auto ma soprattutto con i motocicli».

Insomma, il pericolo, in via Mascagni, sarebbe più che potenziale e il primo cittadino sottolinea che «non ci possiamo assolutamente permettere di avere un manto stradale così dissestato, segnato da troppi episodi drammatici». Che il manto stradale sia paurosamente dissestato non c’è alcun dubbio, ma Vivarelli Colonna confessa di non avere a disposizione dati sugli incidenti avvenuti di recente su quella strada a ragazzi in bici o in motorino né su quanti di questi incidenti siano stati provocati dalle radici dei pini. In ogni caso «Sono stati fatti studi seri e sfido chiunque – dice – a considerare meno prioritaria la scelta di difendere l’incolumità dei nostri ragazzi». Così «il progetto proposto su via Mascagni non è un intervento di riqualificazione del verde urbano, come altri, ma è essenzialmente un piano di messa in sicurezza di un tratto cittadino ad alto tasso di percorrenza».

Si tratta di un primo passo del “Piano di gestione del verde” con cui, nei prossimi mesi, si provvederà a censire il patrimonio arboreo cittadino e a prevedere azioni per abbattere il livello di rischio. Un punto qualificante dell’intervento sarà non solo la sostituzione dei 52 pini con altrettanti lecci, ma anche – spiega l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale – l’aggiunta di altre 20 piante che saranno collocate nel giardino della scuola di via Mascagni. Un intervento di compensazione fatto accogliendo, anche in questo caso, le richieste degli ambientalisti. L’intenzione dell’amministrazione è non solo di togliere i pini dalle strade mano a mano che saranno programmati gli interventi di manutenzione stradale, ma di lasciare, alla fine del mandato, più albero di quelli che c’erano all’inizio. «A fine legislatura – dice il sindaco – stileremo un vero e proprio “bilancio arboreo” di fine mandato, dal quale dovrà emergere un incremento del numero dei soggetti alberati e un sostanziale svecchiamento del patrimonio arboreo comunale, anche in ottemperanza alla legge per cui ad ogni nato deve corrispondere la piantumazione di un albero».

Non chiedete, però, a Megale, di rinunciare ad abbattere i pini. «Abbiamo ascoltato i comitati – dice – e abbiamo accolto alcune loro richieste, ma se l’intenzione era quella di non far abbattere i pini, questa non concorda con la volontà dell’amministrazione». —
 

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