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Il tesoro di 170mila anni fa in mostra per La Notte Visibile
I reperti paleontologici rinvenuti nel sito di Poggetti Vecchi resteranno nei prossimi mesi alle Clarisse
GROSSETO. Nelle ultime settimane alcuni elementi dell’equipe interdisciplinare che cinque anni fa iniziò a restaurare, catalogare, studiare e datare i resti archeologici, anche nell’ottica di una futura valorizzazione e diffusione, sono tornati a lavorare su elefanti e resti lignei, in vista delle riprese di Superquark.
Anni di studio sui reperti hanno portato, infatti, a risultati eccezionali, pubblicati anche sulle prestigiose pagine della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti. A monte c’è un protocollo d’intesa sottoscritto a suo tempo tra Soprintendenza e Fondazione Grosseto Cultura, che prevedeva un coinvolgimento del Museo di Storia Naturale della Maremma.
La Cassa di Risparmio di Firenze ha finanziato una parte sostanziale del progetto di restauro dei reperti paleontologici del sito di Poggetti Vecchi e i lavori sono stati condotti negli anni dalla società Atlante – coordinatrice dei restauratori è Stefania Caloni – sotto la supervisione dei tecnici del Mibact. Nel frattempo la Fondazione Grosseto Cultura ha definito con il Mibact gli atti per il deposito pluriennale dei reperti paleontologici. Nei prossimi mesi resteranno nei locali del complesso museale delle Clarisse, permettendo così al Museo di Storia Naturale di Grosseto, destinatario finale dei reperti di Poggetti Vecchi, di organizzare delle visite per mostrarle al pubblico in occasione della manifestazione La Notte Visibile.
«Gli interventi più corposi – conclude Caloni – hanno riguardato in questa fase il rimontaggio in preservazione delle due zanne, che costituiscono, oggi come cinque anni fa, un rinvenimento straordinario per il territorio grossetano, al pari dei bastoni di bosso conservati, però, a Firenze». –
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