Il Tirreno

Grosseto

Sito etrusco chiuso per ferie

A settembre un bando statale per assumere 1.052 custodi

Enrico Giovannelli
A settembre un bando statale per assumere 1.052 custodi

L'annuncio del direttore del Polo museale: "Una soluzione potrebbe essere la gestione diretta da parte dei Comuni"

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Da Firenze a fare chiarezza sulla vicenda della riduzione dei giorni d’apertura delle tombe etrusche a Vetulonia è Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana.

«Purtroppo conosciamo bene la situazione – conferma Casciu al telefono – e siamo passati da cinque giorni d’apertura agli attuali quattro. Delle tre persone in servizio, adesso una ha chiesto un periodo di aspettativa e tra ferie (obbligatorie per legge) e turni di riposo, non possiamo fare altro». Casciu aggiunge: «Ringrazio l’associazione Isidoro Falchi per il contribuito che ritengo fondamentale, ma in assenza dei custodi del Polo museale, purtroppo loro, che pur svolgono un lavoro encomiabile, non possono sostituirsi interamente. Per rimanere aperti serve la presenza di almeno una persona del Polo museale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37308877:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/08/07/news/tombe-etrusche-chiuse-per-ferie-non-c-e-personale-fino-a-settembre-1.37308877]]

Casciu ricorda le tante problematiche che riguardano la gestione dei siti: «Come ben sappiamo, stiamo attraversando un periodo difficile dal punto di vista lavorativo, siamo in trincea – sottolinea il direttore – ed è difficile arginare tutte le esigenze, specialmente in periodi come questi. Venerdì uscirà un bando dello Stato per assumere 1052 custodi di vigilanza per i musei. Credo che sia un primo passo in avanti».

Il direttore del Polo museale della Toscana poi, cerca di dare delle speranze a chi si occupa direttamente nel territorio delle aree museali e archeologiche. «Sono vicino agli amministratori locali – sottolinea convinto Casciu – Non so come sarà il futuro, ma una soluzione realistica potrebbe essere quella di far gestire direttamente ai Comuni le aree di interesse. È da tempo che si sta ragionando sul federalismo demaniale, già in via di sperimentazione in alcune città e musei anche della Toscana».—

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera