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Grosseto

paura all’argentario 

Maxirogo a Cannatelli: arriva il Canadair Fuoco vicino alle case, 4 famiglie evacuate

Ivana Agostini
Maxirogo a Cannatelli: arriva il Canadair Fuoco vicino alle case, 4 famiglie evacuate

Otto gli ettari di bosco e vegetazione distrutti dalle fiamme, tre elicotteri dei vigili del fuoco le domano dall’alto 

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L’odore acre del fumo che si avvista anche a decine di chilometri di distanza: l’incubo incendi che in passato ha fatto tremare il Promontorio ieri è tornato. Monte Argentario a partire dal pomeriggio ha dovuto fare i conti con un incendio di grosse dimensioni scoppiato in località Cannatelli. Il fumo si vedeva dalla Giannella, addirittura da Castiglione della Pescaia. La zona è quella sottostante la Torre dell’Argentiera dove anche lo scorso anno divampò un rogo.

Alla zona si accede da una stradina sterrata che si imbocca passando dal Campone e sulla collina domina la Torre dell’Argentiera la cui ricostruzione fu voluta dagli Aldobrandeschi nel 1442.

Il fumo faceva paura da quanto era alto. A Porto Santo Stefano i cittadini erano in confusione: poco prima avevano sentito un forte boato, poco dopo il denso fumo. Per un momento hanno tutti pensato a un solo evento. Poi invece è arrivata la notizia che si trattava di due vicende diverse: un’esplosione di una caldaia e un incendio.

La situazione è apparsa subito seria perché la zona in cui si stavano propagando le fiamme era molto vasta ed abitata. Il primo pensiero è stato quello di impedire che il fuoco raggiungesse le abitazioni. Il fronte del fuoco alle 16,30 si estendeva per circa 800 metri. Sul posto sono arrivate 12 unità funzionali dei vigili del fuoco e 3 mezzi.

A gettare acqua dall’alto anche due elicotteri a cui se n’è aggiunto un terzo. Mentre il fronte del fuoco stava andando avanti minacciando le case è stato richiesto anche l’intervento di un canadair. Quattro famiglie sono state fatte evacuare per precauzione e sul posto è arrivato anche il sindaco Franco Borghini. Gli ettari di bosco distrutti sono più di otto. Già prima che arrivasse il canadair però la situazione delle fiamme vicino alle case era sotto controllo. Gli elicotteri sono andati a rifornirsi di acqua in laguna, il canadair in mare. A differenza dello scorso anno quando fu necessario allestire il palazzetto dello sport per ospitare le persone fatte allontanare dalle loro case, ieri la situazione è tornata alla normalità e le 4 famiglie sono state fatte rientrare dopo circa un’ora quando la situazione è tornata sotto controllo. A terra hanno lavorato nove squadre fra volontari, operai comunali, volontari della Racchetta, vigili del fuoco, coordinati dal responsabile dell’Unione dei Comuni Metalliferi. Altre squadre dal grossetano sono arrivate ed altre sono arrivare da fuori provincia per la sorveglianza e la bonifica notturna, che proseguirà anche oggi: sopratutto nelle ore più calde.

La prima stima è di 8 ettari di superficie di macchia mediterranea bruciata. Dalle zone panoramiche dell’Argentario, come ad esempio la strada che porta dai Passionisti, era possibile vedere tutte le manovre del canadair che arrivava dal mare e dopo aver disegnato una esse nell’aria apriva i suoi portelloni e scaricava l’acqua. Dall’alto era ben visibile il lavoro svolto dai vigili del fuoco e dai volontari per evitare che il fuoco si avvicinasse troppo alle case. Per tutto il pomeriggio e fino a tarda sera, fino a che le luci del giorno lo hanno permesso, gli elicotteri hanno volato per spegnere le fiamme e i focolai. Il periodo che va dal 1 luglio (anticipato quest’anno al 10 giugno per l’emergenza siccità) fino al 31 agosto è quello a più elevato rischio di incendio. In questi due mesi, vige il divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali su tutto il territorio regionale. —

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