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Mancano infermieri «Il pronto soccorso del Misericordia è ormai al collasso»

Enrico Pizzi
Mancano infermieri «Il pronto soccorso del Misericordia è ormai al collasso»

Il sindacato Nursing Up denuncia molte difficoltà di gestione «Diventa un’impresa persino trovare barelle e poltrone»

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«Il pronto soccorso del Misericordia di Grosseto è al collasso: mancano infermieri proprio nella stagione in cui gli accessi raddoppiano». La denuncia arriva dalla segreteria territoriale del sindacato Nursing Up dell’Asl Toscana Sud Est che accusa la direzione aziendale di «ennesime promesse non mantenute e accordi disattesi».

Le criticità denunciate dal Nursing Up, legate alla carenza di personale infermieristico e personale di supporto, coinvolgerebbero tutte le strutture sanitarie della provincia di Grosseto – i pronto soccorso, i reparti di medicina, le sale operatorie, i servizi tecnico sanitari... – ma «L’emblema del caos in cui versa la sanità maremmana, ancora una volta Cenerentola della sanità regionale – scrive il sindacato – è nuovamente il pronto soccorso di Grosseto che, come ogni anno in questo periodo, è costretto a far fronte a un numero di interventi e di accessi ben superiore alla media (se non raddoppiati), percentuali tra l’altro in continuo incremento».

Quello che Nursing Up lamenta è che, nonostante le promesse fatte, da parte della direzione aziendale nulla è stato fatto per far fronte alle problematiche estive che si ripetono ormai da anni.

Secondo il sindacato non è più accettabile che finisca per ricadere su utenti e operatori la mancanza di programmazione e un’organizzazione che viene definita «miope e scriteriata».

«Con un continuo e progressivo aumento degli accessi al pronto soccorso, legati al più che preventivabile picco estivo, la carenza di personale infermieristico e di personale di supporto è diventata insostenibile» scrive ancora Nursing Up.

Le conseguenze sarebbero una gestione e un’assistenza dei pazienti sempre più problematica, tempi di permanenza che si dilatano, prestazioni erogate con tempistiche da “catena di montaggio”, con il rischio di errori «che potrebbero addirittura mettere a repentaglio la salute degli utenti».

Si parla di un rapporto pazienti/infermiere che andrebbe anche oltre 30 a 1: «un infermiere deve assistere, controllare, somministrare terapia e quant’altro a ben 30 pazienti contemporaneamente». E aver pensato di sopperire alle carenze con lavoratori interinali, infermieri e operatori socio sanitari appena arrivati in pronto soccorso, spesso senza alcuna formazione specifica, viene definito «pura follia».

La ciliegina sulla torta sarebbe rappresentata, poi, dalla scelta, maturata a luglio, di incrementare i posti letti disponibili aprendo un’altra sezione di Osservazione breve intensiva, approfittando degli spazi della ex terapia intensiva lasciati liberi con lo spostamento nella nuova ala del Misericordia.

«Il tutto – sottolinea Nursing Up – senza incrementare il personale e rendendo ancor di più insostenibile la situazione in termini di sicurezza e appropriatezza delle prestazioni e cure erogate».

La questione è stata segnalata alla direzione aziendale, ma «nulla di concreto e risolutivo a oggi è stato fatto».

Per Nursing Up l’azienda sanitaria «non può credere di sistemare tutto rispondendo che il personale c’è, che altri interinali entreranno, che la situazione è sotto controllo, perché è evidente per chiunque si rechi in pronto soccorso al Misericordia, che la situazione è a dir poco vicina al collasso», con difficoltà anche a reperire una barella o una poltrona per i pazienti, tempi di attesa che si dilatano e stress lavorativo per il personale, condizioni che non favoriscono buone cure e assistenza adeguata. —

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