Il presidio
Maremma terra solo di rossi? «È una credenza da sfatare»
Secondo Nicola Lenzi, il clima e i terreni offrono interessanti prospettive anche per i bianchi Dal Vermentino all’Ansonica, su cui è pronto a investire
magliano in toscana. «La Maremma ha una propria decisa identità sui vini rossi, ma le caratteristiche climatiche e dei terreni offrono grandi potenzialità anche per i vitigni a bacca bianca, quali Vermentino e, sulla costa meridionale, l’Ansonica una varietà su cui investire in futuro».
Nicola Lenci è deciso nell’intraprendere un percorso produttivo di alta qualità sui bianchi, convinto anche del ruolo del Consorzio nella promozione della Doc Maremma. «I rossi hanno già una loro presenza e sono riconoscibili sul mercato, lo sono meno i bianchi e i rosati, una parte importante per l’identità del territorio in tutte le sue caratteristiche e sfumature, sui quali occorre ancora lavorare per “smitizzare” l’idea che la Toscana nelle sue Doc, tranne eccezioni, sia una terra esclusivamente da rosso». Da qui l’idea di aumentare la produzione di Ansonica (oggi la Fattoria di Magliano ne immette sul mercato 6mila bottiglie), che nelle intenzioni di Nicola Lenci, dovrà diventare il “nuovo Vermentino”. Il Brissaia, con la sua etichetta che richiamale le colline, i boschi e il mare della Maremma, nelle linee e nei colori, sarà destinato a fare strada. Non meno importante sarà il futuro di Altizi, il Cabernet Franc in purezza uscito nel 2015 e biologico dal 2016. «Abbiamo sacrificato una parte delle uve destinate al Poggio Bestiale – spiega – ma il risultato di questo rosso ci ha ripagato. Così abbiamo impiantato altro Cabernet Franc e i prossimi Altizi, saranno espressione di uve per metà provenienti da viti più vecchie, ma di grande qualità, e da altre nuove. Siamo certi che anche questo contribuirà a dare una grande struttura a questo vino e ne farà una nuova e diversa espressione del territorio». –
L. S.
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