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Un nido di tartaruga in mezzo agli ombrelloni

Enrico Pizzi
Un nido di tartaruga in mezzo agli ombrelloni

I volontari di Tartamare questa volta hanno trovato le tracce del passaggio della Caretta Caretta a Riva del Sole

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Stavolta ha scelto una spiaggia attrezzata, un grande stabilimento balneare, mamma tartaruga, per fare il nido. Ieri mattina, infatti, a Riva del Sole, i volontari dello staff di Tartamare hanno individuato le tracce, inequivocabili della risalita e del ritorno verso il mare di una Caretta Caretta.

L’evento di una seconda deposizione di uova, dopo il ritrovamento di un primo nido, poco meno di un paio di settimane fa, era stato previsto dai ricercatori di Tartamare che, anche per questo, avevano intensificato la vigilanza grazie alla collaborazione di volontari che tutte le mattine, all’alba, inforcano una bici a pedalata assistita, con copertoni adatti ad andare sulla sabbia, e controllano l’arenile da Bocca d’Ombrone fino alla costa di Castiglione della Pescaia. Costanza e competenza sono state premiate e se, un paio di settimane fa, mamma tartaruga aveva scelto la duna in un tratto di spiaggia selvaggia, al chilometro 28, alle Marze, una delle spiagge meno antropizzate della costa grossetana, questa volta la scelta ha sorpreso gli esperti di Tartamare.

Mamma tartaruga, infatti, ha scelto uno stabilimento balneare della costa castiglionese, si è fatta strada tra ombrelloni e lettini, è arrivata ai piedi della duna, ha aggirato i cestini della raccolta differenziata e, lì dietro, a fianco di uno dei vialetti di accesso alla spiaggia, ha scavato il suo nido, ha deposto le uova. Poi, dopo aver ricoperto il tutto, ha ripreso la via del mare. La conferma del fatto che si fosse trattato di una nidificazione e non solo di una “passeggiata” di perlustrazione sulla terraferma, è avvenuta intorno a mezzogiorno di ieri. L’area interessata dalle tracce è stata subito recintata dai bagnini di Riva del Sole, in attesa che arrivassero gli esperti. Il ritrovamento è stato particolarmente difficoltoso perché le tracce della Caretta Caretta erano evidenti per alcuni metri vicino alla battigia, ma in mezzo agli ombrelloni erano già state effettuate le quotidiane operazioni di setacciamento e pulizia della spiaggia.

Unico indizio quella sabbia smossa e accumulata ai piedi della duna, sotto i pali di sostegno dei cestini dei rifiuti. Ed è lì che Luana Papetti e Davide Petri di Tartamare, hanno iniziato a sondare il terreno, osservati da una piccola folla di curiosi, e alla fine hanno trovato le uova. Sul luogo del ritrovamento sono arrivati anche il vicesindaco di Castiglione Elena Nappi e gli uomini della Guardia Costiera. Tartamare, che opera sotto il coordinamento della Regione Toscana ed è partner dell’Osservatorio Toscano della Biodiversità, ha messo in sicurezza il nido e ha effettuato i primi rilevamenti scientifici che saranno ripetuti con cadenza regolare. Se tutto va bene la schiusa delle uova è prevista a fine di settembre. —

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