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Variazione di bilancio da oltre 1 milione per strade, Municipale e digitalizzazione

Francesca Ferri
Variazione di bilancio da oltre 1 milione per strade, Municipale e digitalizzazione

Il consiglio destina 180mila euro alla manutenzione e restituisce oltre 300mila euro a chi ha rinunciato a costruire

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Il consiglio comunale di Grosseto ha approvato ieri una variazione di bilancio di circa un milione di euro, soldi “in più” – ovvero previsti a inizio anno ma non ancora stanziati in via prudenziale – arrivati per circa la metà (415mila euro) da utili di società partecipate (Farmacie comunali, Acquedotto del Fiora e Gergas). È arrivata anche una parte (77mila euro) del rimborso per calamità naturali chiesto da Comune lo scorso autunno. Approvato anche il Documento unico di programmazione 2020-2022, cosa che ha consentito al parlamento cittadino una discussione più ampia sugli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.

Ieri in consiglio l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni ha illustrato come l’amministrazione intende impiegare queste risorse. «Sul fronte della spesa – ha spiegato Cerboni – 126mila euro vengono stanziati per contenziosi legali, mentre 180mila euro, di cui 80mila da oneri di urbanizzazione e 100mila da codice strada, andranno in manutenzione straordinaria delle strade. Aumentiamo da 120 a 150mila euro il fondo previdenziale integrativo per la polizia municipale». Importante è la cifra da restituire a chi ha versato oneri urbanizzazione ma ha poi rinunciato a costruire: in tutto 410mila euro, 318mila dei quali saranno rimborsati ad agosto. Una parte dei soldi verrà impiegata per implementare i servizi informatici. «Sono oltre 100mila euro – dice Cerboni – che i cittadini non percepiranno materialmente, ma è un passaggio importante per il comune capoluogo che avvia il percorso che doveva avviarsi nel 2014 di conservazione digitale in cloud degli atti digitalmente firmati». Alla fine avanzano 35mila euro «che – ha concluso Cerboni – scegliamo di mettere nel fondo di riserva, che arriva a 476mila euro». La scelta è dettata dalla prudenza: «Possono essere utilizzati in caso di eventi calamitosi o emergenze in autunno».

La destinazione di questi fondi non piace, però, alle opposizioni. Secondo Marco di Giacopo (Pd) è stata un’occasione mancata per mettere mano ad alcune dinamiche che stanno peggiorando l’economia, i servizi e i n generale la vita dei cittadini. La sua analisi poggia sul saldo demografico («siamo sotto di 250 unità ogni anno dal 2015 e la popolazione è anziana») e sulla classifica ICity che prende in considerazione alcuni indicatori come l’inclusione sociale, l’attività turistica e culturale, l’innovazione e le ricerca. «Nel 2015 eravamo al 54° posto; nel 2018 al 69° – dice Di Giacopo –. La sensazione è che sia in corso qualcosa, ma che non si sia ancora fatto abbastanza» per invertire la rotta.

Anche Lorenzo Mascagni (Pd) si è detto preoccupato per il dato demografico («Ci avete detto che la popolazione era in crescita e su questo avete fatto delle scelte urbanistiche, e invece è in calo») ma, soprattutto, ha elencato una serie di obiettivi annunciati in campagna elettorale dell’allora candidato Vivarelli Colonna che, ha detto in aula Mascagni, «sono stati cancellati» secondo quanto riportato nella documentazione relativa alla variazione di bilancio. «Sono spariti la vendita del campeggio Principina – ha esordito Mascagni –, la possibilità a Montepescali di trasformare i fondi di magazzini in negozi di vicinato, l’arteria anulare intorno alla città, le pompe del sottopasso di Rispescia che dovevano essere allacciate alle fogne, il ricorso a consulenze esterne solo in caso di effettiva necessità, l’edilizia di basso impatto, un tavolo di coordinamento per tutti i soggetti impegnati nel terzo settore, un moderno palazzetto».

Nel pomeriggio l’assessore Cerboni ha replicato, attraverso Il Tirreno: «Il dato sulla demografia citato da Mascagni è del 2017, 82.036 abitanti. In realtà al 31 dicembre 2018 siamo a 82.353, il dato più alto degli ultimi 15 anni». Quanto altri punti, «sull’anello di circonvallazione – dice Cerboni – non abbiamo detto: “Faremo”, ma “Grosseto ha bisogno e faremo azioni utili” al raccordo. Ci sono già interventi in questa direzione, come la rotatoria sulla Senese, che è propedeutica al doppio senso di via Andorra. Ricordo poi che quando ci fu l’ipotesi di tracciato alternativo all’autostrada Anas aveva annunciato che avrebbe realizzato questa viabilità. Poi però tutto finì nella spending review».

Sul mancato tavolo del terzo settore, «non è ancora passata la legge sul terzo settore, per questo è stato rimandato il tavolo unico». Rispetto alla mancata vendita del campeggio, «va prima realizzato il piano attuativo per renderlo appetibile sul mercato; oggi ci darebbero 4 milioni scarsi». Sulle consulenze interne «è ormai diventata una prassi normale; l’obiettivo è stato cancellato perché di fatto raggiunto». A Montepescali, infine, «era un po’ l’idea del Pop up ma di fatto non c’è stata una richiesta da parte dei proprietari», conclude Cerboni. —



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