Il Tirreno

Grosseto

Mamma e figlia salvate tra le onde: «Poteva essere una tragedia»

Giovanna Mezzana
Mamma e figlia salvate tra le onde: «Poteva essere una tragedia»

Due baywatch della spiaggia libera tra Cielo Verde e Kursaal si gettano tra le onde e portano a riva la donna, la bambina di 6 anni e un turista che tentava di aiutarle  

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MARINA DI GROSSETO. Il mare può essere “traditore” anche sotto il cielo azzurro di una bella mattina assolata. Lo sanno bene i baywatch delle torrette 26 e 25 – posizionate lungo il tratto di spiaggia libera che corre dal camping village Cielo Verde al bagno Kursaal – e che il 29 luglio, intorno all’ora di pranzo, si sono tuffati in acqua per salvare dalle onde che cavalcavano implacabilmente il mare una giovane mamma, la sua bambina e un turista di nazionalità tedesca, generoso ma forse non all’altezza del compito che si era dato.

I baywatch eroi sono Jacopo Fanelli e Giacomo Ambrogi, quest’ultimo già protagonista di una recente e travagliata vicenda poi conclusasi con un lieto fine: è lui il giovane bagnino che il 1° luglio ha custodito e coccolato il bambino che era sgattaiolato via da una colonia marina e si era perso camminando da solo sulla spiaggia.

Dalle torrette 26 e 25 Jacopo e Giacomo scandagliano quotidianamente con occhi e binocolo il tratto di mare che bagna la spiaggia libera tra il Cielo Verde e il bagno Kursaal, la cui vigilanza ricade sotto la competenza del consorzio Grosseto Sport Insieme. Anche ieri mattina (fortunatamente) erano sul posto di lavoro.

Sono circa le 13 del 29 luglio: il vento soffia sul litorale e sul mare e l’impeto del moto ondoso non accenna a diminuire. Una mamma di 36 anni e la sua bambina di sei stanno facendo il bagno: arrivano da Milano e si sono regalate una giornata di mare sulla costa maremmana. All’improvviso sono evidentemente in difficoltà; un turista tedesco di 55 anni cerca di raggiungerle: il suo è un atto generoso, quasi eroico, ma il mare è troppo agitato e anche lui, adesso, ha bisogno di essere soccorso.

Jacopo e Giacomo scattano in piedi, afferrano la tavola di salvataggio e si tuffano in acqua: li raggiungono tutti e tre a nuoto e li portano a riva, in salvo. Stanno tutti bene e non c’è neppure necessità di allertare il 118.

«Se non ci fossero stati questi due ragazzi, bravi e competenti – osserva poco dopo Antonio Carlotta, responsabile del settore mare per Grosseto Sport Insieme – avremmo assistito a una tragedia. Il mare può rappresentare una trappola anche in una bella giornata di sole come quella di oggi (ieri, per chi legge). I nostri assistenti bagnanti hanno non solo il brevetto di primo soccorso e quello per l’utilizzo della tavole di salvataggio (che viene utilizzata quando le condizioni meteo marine non sono adeguate per ricorrere all’uso del pattino di ordinanza) ma anche il brevetto per l’uso del defibrillatore».

Grande attenzione, competenza, prudenza ma anche adrenalina: per chi vigila sui bagnanti lungo tutta la costa maremmana sono giorni di lavoro duro e di grande responsabilità.

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