Il Tirreno

Grosseto

raggiunto l’accordo 

Strade delle Strillaie, il 29% dei costi a carico del Comune

Alfredo Faetti

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grosseto. I lavori sulla strada delle Strillaie saranno finanziati sulla base degli accordi del 2011: ossia il 71 per cento dei costi sarà a carico dei Comuni della provincia che rientrano nell’ambito territoriale, mentre il 29 per cento sarà esclusivamente a carico del Comune di Grosseto.

Così ha deciso l’altro giorno l’assemblea dell’Ato Toscana Sud, rispettando così sull’accordo siglato otto anni fa tra l’allora comunità d’ambito e l’amministrazione comunale del tempo. Chiarita così la diatriba nata tra i sindaci di Grosseto e Monterotondo Marittimo, rispettivamente Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Giacomo Termine, con il primo che ha chiesto all’Ato di coprire per quanto sua parte i prossimi interventi di manutenzione sulla strada, e il secondo che è andato all’attacco sostenendo che dovesse essere il municipio del capoluogo a sostenere la spesa, in quanto la strada è comunale.

Ma l’assemblea dell’Ato è intervenuta anche su questo punto, approvando un emendamento che mira a un confronto tra il consiglio direttivo e l’amministrazione grossetana per discutere una riclassificazione della strada, passandola alla viabilità provinciale, così da trovare nuove formule per sostenere i costi necessari alle future manutenzioni (ordinarie e straordinarie) che si renderanno comunque necessarie per la tenuta della strada, utilizzata sì dai tir diretti all’impianto ma anche dai comuni cittadini diretti in quelle campagne.

Potrebbe essere quello un punto di partenza per rivedere quegli accordi del 2011, nati in vista dell’entrata in funzione dell’impianto di Futura e pensati su una ripartizione delle spese (per la realizzazione prima e le manutenzioni poi) tra tutti i Comuni del grossetano che ne sarebbero diventati utenti in seno all’ambito territoriale, facendosi carico del 71 per cento delle quote. In questa percentuale, rientra anche il Comune di Grosseto con circa il 20 per cento, a cui si somma un 29 per cento per competenza diretta sulla strada, arrivando così a circa un 50 per cento.

Patti che sono stati necessariamente assorbiti dall’Ato rifiuti quando è stata partorita l’area vasta e che ora possono essere ridiscussi, secondo l’assemblea. Anche perché tutte queste spese, di qualsiasi Comune si parla, gravano sulle bollette Tari. Quindi sono soldi dei cittadini. —

Alfredo Faetti

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