Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Preso con l’ecstasy dopo il rave, condannato a 6 anni

Francesca Gori
Preso con l’ecstasy dopo il rave, condannato a 6 anni

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Il rave party alla centrale di Montalto di Castro era finito da poche ore quando, alle 22,10 del primo ottobre dell’anno scorso, i carabinieri che avevano allestito un posto di blocco lungo la statale Aurelia, all’altezza di Capalbio, hanno alzato la paletta e intimato l’alt a una Peugeot 207 grigia, a bordo della quale viaggiavano cinque persone. Stavano tornando a casa, nel Savonese, dopo aver partecipato a un rave party a Montalto di Castro. I carabinieri decisero così di perquisire l’auto della comitiva, della quale faceva parte anche una ragazza, dopo aver chiesto loro se su quella Peugeot ci fosse stata della droga. Tutti e cinque dissero di no, ma i militari trovarono nel bagagliaio due buste che contenevano 629 pasticche di ecstasy oltre a più di 28 grammi di cristalli di Mdma, una bilancina di precisione e 420 euro in contanti suddivisi in banconote di diverso taglio.

Diego Schatta, 38 anni di Borgo Verezzi, in provincia di Savona, si assunse tutta la responsabilità e per questo fu arrestato e portato al carcere di via Saffi. La droga, aveva spiegato ai carabinieri che avevano portato l’intera comitiva in caserma per l’identificazione e la perquisizione personale, era sua.

In quei giorni, i militari avevano effettuato vari posti di blocco sull’Aurelia: da lì infatti dovevano passare le auto che dalla centrale elettrica di Montalto di Castro dovevano far ritorno a nord. E di giovani e meno giovani con vari quantitativi di droghe sintetiche in auto ne avevano sorpresi diversi.

Il trentottenne, difeso dall’avvocato Roberto Cerboni, è stato processato. Il vice procuratore onorario Leonardo Bogi aveva chiesto una condanna a 10 anni di carcere e 35mila euro di multa, mentre il suo difensore aveva invece chiesto che Schatta fosse assolto o che gli fosse applicato il minimo della pena, ritenute le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha condannato il savonese a 6 anni di carcere e al pagamento di 26mila euro di multa oltre alle spese processuali. La droga sequestrata è stata confiscata e distrutta mentre i soldi, su disposizione del giudice, sono stati restituiti al savonese. Le motivazioni verranno depositate tra 90 giorni.

L’uomo intanto, ha chiesto di poter essere affidato a un’azienda agricola in provincia di Parma, per poter lavorare: l’avvocato Cerboni ha depositato istanza anche per ottenere una pena meno afflittiva della misura cautelare in carcere, ancora in corso quando si è celebrato il processo al tribunale di Grosseto. Pochi giorni prima dell’arresto del trentanovenne, i carabinieri di Capalbio avevano fermato un’altra auto sull’Aurelia con a bordo tre giovani che avevano con sé diversi francobolli di Lsd che erano stati poi sequestrati. Anche loro stavano viaggiando verso nord, di ritorno al rave party. —

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