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1921, strage squadrista Affidata all’Isgrec la ricostruzione storica
Firmata la convenzione con il Comune, la rappresaglia costò la vita a dieci persone Il sindaco Limatola ha deposto una corona in municipio
Comune di Roccastrada e Isgrec hanno firmato una convenzione per realizzare una ricerca sulla strage squadrista del 24 luglio 1921. Dovrà essere pronta nella ricorrenza del centenario, tra due anni, e per questa ragione vi lavorerà, da subito, l’Istituto storico grossetano della resistenza e dell’età contemporanea.
«La strage di Roccastrada del 1921 – spiega il direttore di Isgrec, Loriano Valentini – rappresenta un episodio finora poco studiato, ma citato come fatto rilevante nella storia delle origini del fascismo. Roccastrada è infatti uno tra i primi esempi di un modo di agire che si consoliderà con l’ascesa al potere di Mussolini: incursioni in camion di squadristi, devastazioni di luoghi simbolo e case di “bolscevichi”, sindaci minacciati e costretti a dimettersi».
La spedizione del 24 luglio, con la rappresaglia effettuata dagli squadristi in seguito alla morte di Ivo Saletti, costò la vita a dieci paesani. Il sindaco del Comune di Roccastrada ha deposto ieri una corona commemorativa ai piedi della lapide all’ingresso del palazzo comunale, un “foglio” di marmo che riporta in rosso i nomi degli uccisi. «Abbiamo commissionato un lavoro di ricostruzione storica e di approfondimento tesi, per quanto possibile, alla ricerca della verità dei fatti – queste le parole del sindaco Francesco Limatola – con lo scopo di ricostruire eventi mai indagati compiutamente, in maniera da restituire alla memoria collettiva e alle generazioni future il quadro storiografico circostanziato di quanto avvenne in quell’estate di 98 anni fa».
Lo studio del caso di Roccastrada da parte dell’Isgrec rappresenterà quindi un contributo di comprensione delle fasi iniziali della presa di potere fascista nella provincia. Tutto iniziò dalla lettera di Dino Perrone, segretario politico del Fascio senese, del 6 aprile 1921, in cui si intimavano le dimissioni al sindaco di Roccastrada. Il tentativo di “conquista” del paese vide una prima incursione il 2 luglio, da parte di un gruppo di giovani di ritorno da scontri avvenuti a Grosseto, seguita pochi giorni dopo da una spedizione vera e propria.
Fatti locali, ma non casuali, che si inseriscono nel preciso progetto fascista di sottomissione della Maremma e nel contesto della violenza squadrista, tema oggi estremamente attuale in ambito storiografico. —
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