L’Etoile Pech balla per il Fai La chiesa va restaurata
capalbio. Le stelle della danza in scena per la Chiesa della Provvidenza di Capalbio. Domani alle 20 al Circolo della Macchia a Capalbio, il Gruppo Fai Maremma, presenta una serata di balletti con l’Etoile Benjamin Pech e altri ballerini del teatro dell’Opera di Roma.
I biglietti per la serata che prevede lo spettacolo e una cena a buffet sono a contributo minimo suggerito di 100 euro a persona. Il Gruppo Fai Maremma utilizzerà la raccolta fondi proveniente da questa e dalle altre numerose iniziative, per finanziare le attività di valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico. I contributi raccolti nella serata saranno in particolare finalizzati al restauro degli affreschi di scuola del Pinturicchio della Chiesa della Provvidenza a Capalbio. Un’ iniziativa che rientra nel progetto Fai “Puntiamo i Riflettori”.
Benjamin Pech, stella dell’Opéra di Parigi, danzatore amato e acclamato, è dal 2016 Primo maîtree assistente alla direzione artistica del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ha danzato nei maggiori ruoli del repertorio del ’900, da “Giselle” a “Le Parc”, dall’ “Arlésienne” alle trasposizioni coreografiche di Nureyev.
Recentemente la sua nuova versione del “Lago” ha registrato nella capitale il sold out.
Si divide tra Roma e Parigi trasmettendo sapere e conoscenze alle nuove generazioni di danzatori. Ha accolto con entusiasmo la proposta del Fai e non si è fatto pregare.
Pech, molto appassionato di arte, ha un amore particolare per il Caravaggio. Con Pech danzeranno Michele Satriano, Annalisa Cianci e Susanna Salvi.
La Chiesa della Provvidenza è una piccola cappella fatta costruire dai padri Agostiniani nel XIV secolo e fu inglobata, nel XVII secolo nel convento dedicato a San Bernardino. La piccola cappella ha una serie di dipinti murali qualitativamente importanti tanto da essere considerati di scuola del Pinturicchio, forse con un suo allievo, Antonio del Massaro, detto Il Pastura. Gli affreschi, restaurati una decina di anni fa, già nel 2015 presentavano delle patine dovute ad efflorescenze saline provenienti dalla murature retrostanti. Nel corso di un sopralluogo fatto, nel 2018, da una delegazione del Fai su sollecitazione del parroco, don Marcello Serio, allarmato per l’aumento del degrado, il Fai si è reso conto, anche comparando le foto del 2015, del peggioramento delle condizioni degli affreschi Il restauro non è più rimandabile. — I.A.
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