Il sogno di Pietro è realtà Un ponte sul torrente per raggiungere il tempio
L’artefice è un 62enne emiliano affezionato alla Maremma e che ha coinvolto tanti volontari Tutti insieme sono riusciti a realizzare l’opera galleggiante
Il ponte Azzurro è realtà. Ieri è stato inaugurato un ponte galleggiante che permetterà di attraversare il torrente Osa e arrivare fino al Tempio di Talamonaccio, un sito archeologico arroccato su una collina da cui si gode di una vista mozzafiato.
Il Ponte Azzurro è molto più di un semplice ponte galleggiante in plastica a moduli da 50 centimetri per una larghezza di un metro e mezzo e una lunghezza di 12 metri. È l’esempio della forza di volontà di un uomo che ha smosso “il mondo” per realizzare questo attraversamento. È un turista di Reggio Emilia di 62 anni, Pietro Capelli, che da 30 anni passa le vacanze in Maremma, al Voltoncino. «Tempo fa un mio amico di Firenze mi portò al Tempio - racconta - Non riuscivo a credere allo spettacolo che si gode da lassù». Da quel momento gli venne un’idea: realizzare un ponte perché tutti, in maniera agevole, potessero raggiungere il Tempio. Ha scritto al sindaco Andrea Casamenti che lo ha fatto ricevere dal senatore Roberto Berardi. Quest’ultimo «ha avuto un ruolo importante in tutto questo – dice Capelli – è stato lungimirante e mi ha dato carta bianca». Con il supporto del Comune, Capelli ha capito che tutto sarebbe stato più semplice. Così ha cercato di coinvolgere tutte le associazioni di volontariato che ha trovato, tutti i campeggi. Ha cercato un ponte galleggiante con i preventivi, è andato a parlare col Genio Civile trovando in Renzo Ricciardi una persona “unica”. Serviva un progettista. «È arrivato Gianpaolo Martinelli che con il suo collaboratore Massimo Buselli ha realizzato gratis il progetto. In 100 giorni sono arrivati i permessi. I campeggi hano inviato manovalanza. Molti turisti si sono prestati, l’associazione Osa – Albegna – Giannella ha pagato il ponte». Insomma: il manufatto è la dimostrazione che il volontariato può fare molte cose. «Bisogna costruire ponti e non muri – conclude Capelli – In questo mondo dove regna l’odio siamo la dimostrazione che si possono realizzare grandi cose».
Capelli lo ha chiamato il “ponte dell’amicizia”.
Al taglio del nastro c’erano il sindaco Andrea Casamenti e il senatore Roberto Berardi che hanno ringraziato i volontari per la grande opera che hanno fatto e che sono fieri di aver supportato. Tanti i ringraziamenti di Capelli al Comune, all’imprenditrice Giulia Becarelli e al marito Nicola, al parroco di Fonteblanda don Sandro Baglioni, a chi ha fornito il ponte, all’azienda PiEmme di Viareggio. E poi a Odysseus Talamone, Maremma Viva con Maurizio Fruscoloni, Incontriamoci, Maremmare, Cai, le Pro loco di Albinia e Fonteblanda, all’agriturismo Buratta, al Windsurf cup di Talamone, Giovanni Tardocchi topografo di Spoleto, Elisabetta Santarelli e a tutti i volontari e vacanzieri. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
