Polizia e tributi via dall’Unione «Compensazioni da ridistribuire»
Il Comune di Castel del Piano vuole lasciare il servizio associato di polizia municipale e dei tributi che finora aveva condiviso con l’Unione dei comuni Amiata grossetana. E vuole una redistribuzione dei soldi che arrivano dalle compensazioni ambientali per la geotermia.
Ieri mattina il vicesindaco Luciano Giglioni ha annunciato alla conferenza dei sindaci dell’Unione comuni Amiata grossetana che la sua amministrazione era decisa a uscire dai due servizi associati di polizia e tributi. «Riteniamo – spiega Giglioni – che in questo modo avremo servizi più efficienti e risparmieremo un bel po’. D’altra parte dal 2015 come Comune abbiamo perso ben nove unità lavorative e pensiamo che uscendo dall’Unione per questi due servizi potremmo risparmiare e meglio sanare il vuoto lavorativo che ci troviamo a vivere. Stiamo preparando dunque tutti gli atti per definire questa uscita».
Giglioni avverte che questo è il primo passo di un’operazione che vede al centro degli interessi del nuovo governo di Castel del Piano il funzionamento dell’Unione dei comuni, che il sindaco Bartalini e i suoi ritengono non sia stato fin qui all’altezza del compito.
Giglioni dice chiaro e tondo quali sono le richieste di Castel del Piano: «Come già preannunciato in campagna elettorale – spiega – l’uscita da questi due servizi associati è il preludio a una richiesta fondamentale che, se non sarà esaudita, provocherà l’uscita definitiva di Castel del Piano dall’Unione dei comuni. L’Unione deve funzionare e in modo equo. Noi chiederemo che i soldi che ai comuni geotermici arrivano dalla geotermia siano consegnati all’Unione dei comuni. La quale penserà a utilizzarli equamente fra tutti e sette i comuni dell’Amiata grossetana».
Giglioni si riferisce alle compensazioni per la presenza sul territorio di centrali geotermiche. Santa Fiora, sede di centrale, percepisce 2,24 milioni di euro all’anno. Arcidosso, vicinissima all’impianto, 1,18 milioni. A Castel del Piano e Roccalbegna, anch’essi comuni geotermici, arrivano le briciole: 265mila euro al primo, 150mila euro alla seconda. Nulla agli altri non geotermici.
È presumibile pensare che Arcidosso e Santa Fiora difficilmente rinunceranno alle loro sostanziose finanze per spartirle fra tutti e sette i comuni. Va comunque detto che Castel del Piano, avendo oltre 3mila abitanti, per legge potrebbe fare a meno di stare dentro un’Unione dei comuni. Resta il fatto che con le magre finanze comunali potrebbe non farcela ad amministrarsi da solo e avrebbe certo bisogno di fare convenzioni con altre amministrazioni. La medesima situazione che si è verificata per Cinigiano, uscito dall’Unione anni fa ma costretto (è e sotto i 3mila abitanti) a fare convenzioni con altri Comuni dell’entroterra maremmano, escludendo quella fusione con altri, che se pur ventilata non è andata in porto. —
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