Meteo
La Provincia pensa al marchio per la tutela dei prodotti
Parte il progetto Pecora 4.0 La Provincia investe 170mila euro per le aziende locali che mettono in piedi percorsi di miglioramento
GROSSETO. È ancora fresco in Maremma il ricordo delle manifestazioni dei pastori, che, attraverso presidi e sversamenti di centinaia di litri di latte sulle strade, avevano mostrato la loro rabbia contro le industrie di trasformazione. La crisi del settore lattiero/caseario è strutturale e la Toscana meridionale e l’Alto Lazio, territori che da sempre sono vocati all’allevamento, la vivono in modo profondo.
A Palazzo Aldobrandeschi, in Provincia, si è svolta una nuova seduta del Tavolo tecnico per la crisi del latte alla presenza di produttori, trasformatori e categorie. Il tavolo è uno strumento di raccordo voluto da Antonfrancesco Vivarelli Colonna per affrontare in maniera concreta le difficoltà del settore, che vanno oltre piani di regolazione e sovraproduzione e crollo delle quotazioni. La perdita di produzione del latte ovino nei primi sei mesi del 2019 è stata di almeno il 20 per cento e tra le cause della netta flessione, oltre ai motivi già noti, c’è un mancato ricambio generazionale tra i produttori, ovviamente conseguenza della sempre minore convenienza ad allevare e mungere. C’è poi la questione della destagionalizzazione: qui il 78% della produzione del latte è concentrata tra aprile e giugno. Non solo: del latte trasformato in Dop Toscano, solo il 5% del maremmano raggiunge i mercati esteri a fronte di una media regionale del 20%. Infine il peggioramento delle cosiddette rese casearie: oggi, per fare un chilo di formaggio, serve oggi un litro di latte in più rispetto a sei anni fa. La Provincia di Grosseto ha già attivato un progetto pilota, il Pecora 4.0, finanziato con 170mila euro destinati a quelle aziende che mettono in piedi percorsi di miglioramento produttivo. «La crisi è complessa e variegata – afferma Antonfracesco Vivarelli Colonna – quello che però è chiaro è l’importanza del trasferimento delle conoscenze. E Pecora 4.0, attraverso l’individuazione di buone pratiche tra gli allevatori, mira proprio a questo». Infine la proposta: «Un progetto di valorizzazione del settore deve passare anche attraverso l’istituzione di un marchio di tutela delle nostre eccellenze». — G. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
