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Vogliono portar via la cinghialina mascotte di un quartiere: «Ma Briciola non è pericolosa»
Roccatederighi, predisposte due gabbie per catturare l’animale che da un anno circola liberamente tra le case e i bambini
ROCCATEDERIGHI. La favola bella di Briciola sta per finire. La cinghialina di Roccatederighi, mascotte del quartiere delle Cortine, da quasi un anno libera di gironzolare nel suo boschetto, tra le case, in mezzo ai bambini e alle auto, diventata una vera e propria attrazione, star del web dopo un approfondito servizio sulla Rai, è sul punto di essere catturata dalla polizia provinciale, chiamata da un paio di persone che dicono di temerla, ora che ha messo al mondo cinque cuccioli.
Una sorte simile a quella toccata a Ugo, il cinghiale di Antonella Vivarelli Colonna, a Cala di Forno. Eppure Briciola non ha mai fatto male a nessuno. Lunedì sera sono state predisposte due gabbie per la cattura, tra la rabbia e l’indignazione di chi l’ha cresciuta e ogni giorno la governa, la carezza, ci gioca. Una si trova sul lato di via Roma, l’altra nel boschetto delle Cortine. Eppure non c’è mai stato un problema. Doriano Cioni è il pensionato che per primo, un anno fa, l’ha avvicinata e l’ha resa docile.
«Veniva all’uscio di casa, ma era ancora titubante – racconta – poi pian piano ha iniziato a mangiare dalla mia mano, a fidarsi, prima di me, poi degli altri che vivono qui nel quartiere. Non fa danni, non puzza. Al massimo, un paio di volte, è capitato che trovassimo rovesciato un vaso di fiori. Nulla, in cambio di ciò che ci sta dando in termini di affetto, di giocosità. Ai bambini, ma anche agli adulti».
E in effetti tutti confermano questo bel rapporto cresciuto nel tempo: da una prima comprensibile diffidenza all’attuale smisurata fiducia. Briciola oggi pesa una cinquantina di chili e si muove seguita da cinque porchetti. Ha il pelo irto e scuro. Di giorno, nelle ore più fresche, continua a frequentare il quartiere delle Cortine, a Roccatederighi. Ha imparato a stare al suo posto, a non metterci foga quando si avvicina. Non teme i cani ed è amica dei gatti. Con lei gli abitanti hanno creato, nell’ultimo anno, un rapporto speciale, al punto che l’inverno scorso alcune persone si sono informate per adottarla ufficialmente, per metterne in regola la presenza, temendo ciò che sta succedendo in questi giorni.
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Non solo. I cacciatori della squadra che caccia il cinghiale, alcuni dei quali amici di Briciola, tra il novembre 2018 e il febbraio 2019 sono rimasti a debita distanza dal boschetto in cui abita. La domenica, a volte, arrivano in paese persone con bambini per vedere la cinghialina, anche da Grosseto, da Follonica. Lei si affaccia sulla strada e si avvicina guardando i volti meravigliati dei bambini. Non conosce la paura e quando le viene lasciato il cibo mostra di apprezzare il pensiero. «Un po’ alla volta – prosegue Doriano – ci siamo tutti affezionati, qui al Villaggio. È evidente che non c’è pericolo. Briciola corre accanto ai ragazzini, si strofina alle gambe degli adulti. Insomma, scene buffe, mai viste. Un’attrazione che ora si vuole togliere di mezzo in nome di non so quale paura». Doriano e gli altri sanno i nomi di chi si è mosso, nel quartiere, per farla catturare e destinarla, nei fatti, a morte probabile. «Provo tanto dispiacere, perché si tratti di timori immotivati. Peraltro non serve certo una gabbia per prenderla… Mi sembra quasi una presa in giro».
Ieri alla Rocca si è messa in moto la macchina per salvare Briciola. «Se vogliamo che non venga portata via – spiega Carlo, macellaio, cacciatore, esperto di giurisprudenza venatoria – dobbiamo fare un recinto al più presto e uno di noi si deve prendere la responsabilità di intestarsela, mettergli il bollino e sdoganarne lo stato in cui si trova adesso, cioè patrimonio indisponibile dello Stato. Anche perché tutti ormai siamo legati a questa cinghialina addomesticata e sarebbe opportuno salvarla».
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