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da follonica a monaco  

Le tigri ruggenti di Vella stregano anche il principe Tele battute a 3.800 euro

Alfredo Faetti
Le tigri ruggenti di Vella stregano anche il principe Tele battute a 3.800 euro

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Ha dato forma a tigri argentate, rosa e verdi. Le ha impresse su tela con le sue bombolette spray perché in fondo le sente ruggire dentro di sé. «Ho sempre dipinto tigri, è un animale che mi appartiene: credo che ognuno di noi abbia una tigre dentro di sé, che deve essere nutrita quando diventa feroce, con l’arte o qualsiasi mezzo espressivo».

È questo il ruggito di Dario Vella, quarantenne artista follonichese, che non poteva dar vita ai grandi felini in un’occasione migliore di quella appena vissuta: lui è stato infatti l’unico artista chiamato a rappresentare l’Italia all’Upaw (Urban Painting Around the World), festival internazionale di street art andato in scena a fine giugno sui moli di Porto Hercule del Principato di Monaco. Il tema scelto per quest’anno erano gli animali in via d’estinzione e il ricavato della manifestazione è stato devoluto proprio a questo scopo. Anche le tele di Vella sono state battute a migliaia di euro (fino a 3. 800), così che anche la Maremma, o meglio l’Italia, abbia potuto dare il suo contributo.

La partecipazione a Upaw è arrivata solo per invito a artisti scelti: dal Giappone, Grecia, Francia, Germania, Spagna e appunto Italia. Tutti chiamati a esibirsi dal vivo nelle loro tecniche legate alla street art. «Il concetto di street art possiamo riassumerlo in una città vista come un appartamento vuoto che va arredato – spiega Vella – È qualcosa di diverso rispetto al graffito, perché non tocca i muri o simili: sono tecniche che vengono applicate in modo artistico. Io ad esempio uso la tela». Quella che magari era un tempo una passione giovanile, con gli anni si è affinata e si è mescolata alla tecnica e alla consapevolezza che anche l’espressione vuole i suoi contorni. Ecco allora che la vernice spruzzata dalla bomboletta non finisce più su una facciata o un muro, ma va su una tela, con maggior cura, anche nel dettaglio. «Possiamo unirci anche altre tecniche, ma mai la tempera: quella è considerata da scarsi», scherza il follonichese. Scherza anche quando parla del rapporto ravvicinato con il principe Alberto II, a cui ha stretto la mano nel corso dell’evento. «L’impatto, con tutta la scorta al seguito, è stato impressionante, ma alla fine è una persona alla mano – racconta Vella – Parla un sacco di lingue, dall’italiano al giapponese». Esperienze che segnano la carriera di un artista sempre più conosciuto nel settore, capace di far sentire il proprio ruggito anche fuori dagli italici confini. –

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