La città che vorrei Ventisei domande rivolte ai grossetani
Questionario del Pd per capire cosa desiderano i cittadini ma anche quale idea di sviluppo hanno in mente per il futuro
«Sei felice di vivere a Grosseto? ». C’è anche questa domanda nel questionario che il Pd grossetano ha predisposto per “Ascoltare per Cambiare”, l’indagine conoscitiva, sulla vivibilità e lo sviluppo del capoluogo maremmano e delle sue frazioni. Il segretario dell’Unione comunale del Pd Leonardo Culicchi ha lanciato l’iniziativa – per cui protagonisti saranno i circoli del partito e i cittadini – davanti alla segretaria regionale Simona Bonafè e al segretario provinciale Gesuè Domenico Ariganello.
Si avvicina l’appuntamento con il voto del 2021 per il rinnovo dell’amministrazione comunale e il Pd prova ad arrivarci preparato, iniziando con il chiedere ai cittadini cosa ne pensino della loro città, del suo presente, ma soprattutto del futuro sviluppo di essa. «Ascoltare per cambiare – ha detto Culicchi – significa che vogliamo ascoltare per cambiare sia noi stessi, come partito, che la città».
Ventisei domande in tutto, a risposta chiusa, per conoscere innanzitutto le caratteristiche di chi accetta di rispondere al questionario – titoli di studio, professione, quartiere in cui abita... – e poi per capire come viene vissuto il contesto urbano e sociale; ci sono domande finalizzate a capire che genere di sviluppo economico dovrebbe essere favorito e perseguito, altre che chiedono di valutare i servizi che la città e le frazioni offrono, le occasioni di partecipazione e di socializzazione, gli eventi culturali e ricreativi, la possibilità di praticare sport, per fare qualche esempio.
Infine, le ultime due domande sono dedicate al rapporto con la Regione. Il questionario nasce da un’analisi molto dettagliata, realizzata da Gilberto Capanni, sui risultati elettorali dal 2014 alle Europee di quest’anno. I flussi mostrano cambiamenti profondi, dalla diffusa vittoria del Pd alle Europee del 2014 ai risultati della Lega quest’anno, con dinamiche veloci e volatili del consenso, confermate dalle politiche del 2018 con la vittoria del M5s, primo partito nazionale, il cui consenso si è già notevolmente ridotto in un solo anno. Nel comune di Grosseto il Pd è passato da 9.634 alle Europee del 2014 a 9.470 voti alle politiche dello scorso anno, con un calo di 164 voti assoluti, contro una ripresa, in termini percentuali, del 3, 8% (22% contro il 25, 8%). «Il dato politico – dice Culicchi – è che a Grosseto il Pd oggi è l’unica forza alternativa al centrodestra, in una città che deve assolutamente uscire dalla crisi stagnante economica e sociale in cui è precipitata».
Ed è lo sviluppo economico il punto su cui il Pd vuole accendere i riflettori. «Vogliamo chiedere ai grossetani – spiega Culicchi – in quale direzione dovrebbe andare lo sviluppo di questa città, qual è la sua vocazione per essere motore economico per l’intero territorio, perché nel 2021, per Grosseto i problemi non saranno più degrado, sicurezza o immigrazione, ma come invertire la tendenza di una crisi economica che sta portando la città allo sfinimento». —
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