Italia
Dai fondali di Giannutri è sparito il giardino di conchiglie simbolo del Mediterraneo
Allarme di Legambiente: nuovo segnale di estinzione delle Pinne Nobilis. La stessa moria segnalata anche all'Isola d'Elba
GIANNUTRI. All'isola di Giannutri sarebbe scomparso il giardino sottomarino delle Pinne nobilis, grande conchiglia bivalve. Lo segnala Legambiente ipotizzando che la causa della sparizione di questi esemplari potrebbe essere dovuta a un parassita 'killer'. Inoltre la stessa "moria viene segnalata anche all'Affrichella, all'Elba e in molte aree del Mediterraneo".
"A malincuore - spiega Legambiente - abbiamo scoperto che nei fondali di Giannutri, dove c'era un giardino di Pinna nobilis, la più grande conchiglia bivalve del mediterraneo, oggi non c'è più nulla. A Cala Spalmatoio e a Cala Maestra le famose nacchere sembrerebbero del tutto scomparse". Ad aprile, si aggiunge, la "capitaneria di Portoferraio aveva segnalato che la moria di questo bivalve stava interessando anche l'Isola d'Elba e recentemente pescatori e subacquei hanno segnalato una moria molto estesa di pinne nobilis nei fondali che circondano il remoto Scoglio d'Africa o Affrichella, sempre nell'Arcipelago Toscano, a sud di Montecristo. A Giannutri sta quindi avvenendo quel che è purtroppo già accaduto in altre zone d'Italia così come in Spagna, Francia e Grecia".
Il responsabile di Legambiente per l'isola Emanuele Zendri precisa che "da un anno all'altro la presenza di Pinna nobilis a Giannutri è drasticamente precipitata. Dove vivevano diversi esemplari di questo magnifico bivalve che può arrivare fino a un metro di lunghezza ne rimane solo uno morto". Il killer che starebbe decimando le nacche - o gnacchere, come vengono chiamate all'Isola d'Elba - sarebbe un parassita 'alieno', l'Haplosporidium pinnae, che è evidentemente riuscito a invadere il mare dell'Arcipelago Toscano tre anni dopo il suo arrivo nel Mediterraneo occidentale. Zendri aggiunge che la "Pinna nobilis è importantissima per la salute del mare poiché contribuisce anche a ripulire l'acqua filtrando le particelle organiche. Numerose specie, poi, del benthos sessile vivono sulle sue valve e altre vivono e si nutrono al suo interno".
Legambiente chiede che venga istituita l'Area Marina Protetta che "Giannutri aspetta ormai da 37 anni" e che il "Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano attivi un piano di monitoraggio e controllo per valutare il grado di scomparsa della Pinna nobilis dai fondali di Giannutri. Sarebbe utile prelevare gli esemplari morti per capire se la morte è stata determinata da questo nuovo parassita comparso nel Mediterraneo nel 2016 e responsabile della moria di questo bivalve in diverse zone del nostro mare, ma anche per capire se sopravvivono alcune popolazioni sane, che sarebbero motivo di speranza per la sopravvivenza di una specie simbolo del Mediterraneo"
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