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«Un viaggio da incubo tra ritardi imprecisati e informazioni carenti»
GROSSETO. Per chi viaggiava in treno, venerdì, è stato un calvario. «Mi trovavo a bordo del Regionale veloce 2342 partito da Roma Termini alle 14,12 - racconta Eva Bertolacci - Alla stazione di Montalto di Castro l’altoparlante annunciava che a causa di un incendio lungo la linea ferroviaria fra Fonteblanda e Alberese il treno avrebbe maturato un ritardo di un’ora. Veniva poi annunciato l’allestimento di pullman sostitutivi, senza tuttavia offrire ulteriori spiegazioni».
Con un ritardo di mezz’ora, continua Eva, «il treno è quindi ripartito, dopo la stazione di Capalbio si è definitivamente fermato a quella di Orbetello e Monte Argentario. È lì che si è consumato il “dramma”, se così possiamo definirlo, dei passeggeri del nostro Regionale e quelli del Frecciabianca riversati sul binario a chiedere informazioni ai capotreni, che di informazioni chiare purtroppo ne avevano ben poche. Dall’altoparlante del Regionale arrivavano informazioni incerte del tipo “il treno ripartirà con un ritardo imprecisato”, ritardo poi quantificato in due ore. Fra il malumore generale e le alte temperature (erano le 16,30) mi sono decisa a scendere dal treno: l’account twitter @muoversiintoscana annunciava l’allestimento di 4 autobus sostitutivi in partenza alle 18 dalla stazione di Orbetello, informazione che il capotreno non riusciva a confermarmi, commentando alla mia domanda con un triste: “Speriamo!”. Giunta fuori dalla stazione un pullman sostitutivo era in effetti pronto a partire per Grosseto, facendo una sosta prima ad Albinia, ma la cosa grottesca è che nessuno lo sapeva poiché in stazione non era stato dato alcun annuncio ufficiale. Difatti a bordo c’erano vari posti disponibili. Alle 17,30 siamo partiti, trovando poi una coda sul tratto di Aurelia intorno a Fonteblanda: i vigili del fuoco erano ancora impegnati sul posto e siamo arrivati alla stazione di Grosseto verso le 18,30. Lì abbiamo assistito a vere e proprie scene di panico, con gente in affanno per chiedere delucidazioni al personale Trenitalia, ma la circolazione dei treni era ancora lontana dal riprendere. Se non ci fosse stato a “salvare” me e un altro compagno di sventura conosciuto sul pullman il mio fidanzato, giunto nel frattempo in macchina, sarei rimasta bloccata lì per tante ore, cosa che purtroppo è accaduta a tanti altri. La cosa che colpisce in questi frangenti è l’assenza di informazioni chiare da parte del personale competente e la mancanza di coordinamento fra i vari soggetti che dovrebbero garantire la fruibilità del servizio dei viaggiatori. E un piano strutturato per far fronte a queste emergenze». —
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