Italia
«Un boato e la colonna di fumo Ma oggi torniamo a Stromboli»
Il portavoce del sindaco è in vacanza con tre amici su una barca a vela Il gruppo ha assistito all’eruzione, tolto il divieto di navigazione causa tsunami
Quattro grossetani, ospiti di un’imbarcazione a vela noleggiata nei giorni scorsi, si trovavano nel mare davanti a Stromboli al momento dell’eruzione del vulcano. Del gruppo fanno parte il responsabile della comunicazione del Comune di Grosseto e portavoce del sindaco Giuseppe Orfino, l’architetto Alessandro Innocenti, Marc Molinari e Pamela Di Guglielmo. Un escursionista è morto nell’esplosione e altri sono rimasti feriti.
«Ci trovavamo in mare, in navigazione verso Stromboli, proprio sul versante dell’eruzione, dalla parte di Ginostra – racconta Orfino, che ha origini siciliane – quando abbiamo sentito un forte boato; poi ha iniziato ad alzarsi un enorme colonna di fumo. È scattato il divieto di attracco e non siamo potuti scendere. Nel frattempo abbiamo visto svilupparsi alcuni incendi nei canneti per la colata lavica. Abbiamo compreso subito che si trattava di un fenomeno inusuale ed è stato deciso dall’equipaggio di tenerci a largo e poi rientrare a Lipari. Oggi torneremo a Stromboli, per visitare l’isola. Vorrei, se possibile, salire fino a Ginostra, che è sommersa da cenere e lapilli. Siamo dalla parte opposta rispetto alla Sciara del Fuoco, cioè il pendio, formato di lava, lapilli e scorie incandescenti, che dal cratere sempre attivo dello Stromboli (a 750 metri di altezza) scende fino al mare».
I grossetani che ogni anno scelgono le Eolie per trascorrere le vacanze sono decine. «Già lo scorso anno e nel 2017 – prosegue Orfino – ha trascorso qualche giorno in mare tra Panarea, Stromboli e Lipari. È una zona che ormai conosco abbastanza bene. Ci vengo ogni volta con amici diversi, a cui nel corso dell’inverno racconto quanto siano piene di fascino queste isole, ognuna a suo modo. E così, ogni anno, formiamo un equipaggio, solitamente sedotto dai miei racconti. La vacanza è iniziata sabato mattina e fino a mercoledì tutto era filato liscio. Il divieto di navigazione per rischio tsunami adesso è stato tolto e abbiamo potuto riprendere il mare».
Stromboli è il lembo di terra più settentrionale della Sicilia, un’isola dal fascino selvaggio e primitivo che in estate attrae migliaia di turisti desiderosi di ammirare, soprattutto la sera, lo spettacolo delle eruzioni vulcaniche effusive, con emissione cioè di colate laviche e deboli esplosioni di lapilli. Non a caso lo Stromboli è soprannominato fin dall’antichità il Faro del Mediterraneo, proprio perché con le sue continue eruzioni illuminava le rotte dei naviganti. «Mercoledì – sono ancora parole di Orfino – si è verificato un parossismo. Non accadeva dal 2007. Vengono chiamate parossismi, in gergo scientifico, le violente esplosioni che interrompono l’ordinaria attività del vulcano. Ci è stato spiegato che il sistema di monitoraggio dello Stromboli, reso via via sempre più efficiente e tecnologico, non basta ancora a prevedere eventi come quello, che rimangono, purtroppo, improvvisi». Il gruppo rientrerà in Maremma nel fine settimana. —
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