I professori precari sono duemila Per 250 la speranza di un’assunzione
Flc Cgil teme un inizio d’anno scolastico in grande affanno Ecco il punto sulla trattativa con il Miur per la stabilizzazione
Sono duemila gli insegnanti precari delle scuole medie e superiori in Maremma. Un dato notevole, che si aggiunge a quello delle cattedre vacanti, che sono oltre 500 restando soltanto alle medie: le cattedre in organico di diritto, ossia quelle coperte annualmente con contratti fino al 31 agosto e che possono essere assegnate a tempo indeterminato, sono 120; le cattedre in organico di fatto, assegnate solo fino al 30 giugno, sono 100. Per le superiori, invece, sono 150 cattedre per ciascuna categoria. C’è poi la parte del sostegno, che nel Grossetano conta 150 cattedre unicamente di fatto, ovvero che non possono essere utilizzate per l’immissione in ruolo. Numeri forniti dal provveditorato agli studi e che la Cgil etichetta come «drammatici».
Ma al tempo stesso, il sindacato propone una soluzione, già in fase avanzata a livello nazionale, basata sull’assunzione a tempo indeterminato di quegli insegnanti impiegati già da un po’ di anni. «I numeri della nostra provincia confermano la tendenza nazionale – osserva Cristoforo Russo, segretario della Flc di Grosseto – Sono molti i plessi che hanno un organico con più del 50 per cento di docenti precari, soprattutto nelle aree interne. Ci sono scuole, specialmente nelle zone più periferiche della provincia come l’Amiata, che sono sorrette in gran parte del lavoro dei precari, questo però comporta, per i ragazzi, la inevitabile mancanza di continuità didattica».
Lo dicono tutti dalla Cgil: questo contesto incide sulla qualità dell’offerta didattica, spiegano dal sindacato, in quanto è impossibile dare una continuità. «Questi numeri segnano un problema drammatico per le nostre scuole, in quanto non permettono una continuità didattica e quindi impoveriscono l’offerta scolastica rivolta ai nostri ragazzi» spiega Manuela Pascarella, della Flc Cgil nazionale, arrivata ieri a Grosseto per discutere con alcuni precari maremmani la trattative che i sindacati stanno portando avanti con il Miur, partita con una mobilitazione utile per arrivare prima a trovare un’intesa con il premier Giuseppe Conte e poi a firmare un accordo con il ministero.
L’accordo prevede l’avvio di un concorso straordinario riservato per tutti quei docenti che hanno maturato un servizio di almeno tre anni nella scuola statale. Non solo: l’accordo prevede inoltre che ulteriori 24mila docenti precari (a livello nazionale) dovrebbero essere stabilizzati da un concorso ordinario, mentre per tutti i docenti con tre anni di servizio nella scuola statale o paritaria, per i dottori di ricerca e per i docenti di ruolo saranno attivati dei Percorsi Abilitanti Speciali (Pas) che porteranno al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. «Le classiche procedure basate sui concorsi non rispondono alla domanda di insegnanti delle scuole – spiega Pascarella – C’è il rischio che a settembre le scuole si ritrovino senza una sufficiente copertura per il personale docente, per questo una programmazione concreta di stabilizzazione dei precari è una questione della massima urgenza: con questo obiettivo abbiamo portato avanti una trattativa serrata finché non è stato raggiunto l’accordo». Per la provincia di Grosseto questo piano di reclutamento, stando alle stime della Cgil, potrebbe significare la stabilizzazione per almeno 250 docenti. Un piccolo passo, ma comunque in avanti. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
